Antonio De Vitis è un doppio ex di Salernitana e Verona: 25 presenze e 16 gol con i campani nel 1985-86, 107 presenze e 38 gol con i veneti tra il 1995 ed il 1999. Lo abbiamo intervistato in vista del match di domenica.
Che ricordo conserva dell’esperienza salernitana e del celeberrimo schema “Boschin – De Vitis”?
“Gli otto mesi a Salerno sono stati gli otto mesi sportivi più ricchi da un punto di vista sportivo e professionale della mia carriera. Ho avuto una media gol impressionante, ho conosciuto una realtà molto bella e calorosa. Quando tornai a Salerno per giocare all’Arechi, i tifosi mi fecero fare il giro di campo e ritengo che questa sia stata una delle più grandi soddisfazioni professionali della mia carriera. Oggi lo schema che scaturì con Boschin lo potremmo definire 'attacco del portiere'. Era un estremo difensore che sulle palle alte era molto preparato e riusciva ad essere molto sicuro. Così anticipava le intenzione degli avversari e in automatico nacque questa intesa con me: senza neanche guardare mi cercava in profondità, aveva un calcio di contro balzo molto pulito ed io ne traevo giovamento. Feci un gol a Fermo in queste modalità e sfiorai la marcatura a Salerno al Vestuti in almeno due circostanze”.
La città di Verona le ha regalato la gioia, invece, dell’ultima promozione della carriera…
"Ho concluso una parentesi importante della mia vita: sono stati i miei ultimi quattro anni da calciatore e decisi di restare a Verona anche l’anno successivo. Io e la mia famiglia ci trovammo bene in città. Verona ha una tra le tifoserie più belle e calde d’Italia: sarebbe bello se sorgesse un gemellaggio con i salernitani, ma la vedo dura. L’ultimo anno centrai la promozione in A: avrei potuto giocare qualche altro anno, ma dopo aver segnato una doppietta all’ultima giornata di campionato, decisi di appendere le scarpette al chiodo all’età di 35 anni, cogliendo di sorpresa un po’ tutti, familiari compresi”.
Ha seguito il mercato delle due squadre? A quali obiettivi possono aspirare?
“Il Verona ha un organico di rispetto, non avrà problemi a risalire in A. L’anno scorso la Salernitana ha centrato l’obiettivo importante della salvezza, ora sta cercando di mantenere in rosa i pezzi pregiati e di inserire quegli elementi che possano garantire il salto di qualità. Ritengo che la Salernitana possa essere la rivelazione del campionato”.
Cosa si sente di dire sulla sfida di domenica?
“Se ne avrò possibilità, la seguirò in tv. Non mi azzardo a dare un pronostico. Spero che vinca lo spettacolo in campo e soprattutto fuori”.
Redazione Sport