Due agguati nel giro di 24 ore fanno ripiombare Napoli e il rione Sanità nel terrore e ritorna la polemica sulla sicurezza. Prima Vittorio Vastarella, poi Vincenzo Lausi, entrambi sparati alle gambe. Il primo è morto poco fa in ospedale, l'altro è ancora in fin di vita.
Un clima da far west e il teatro è sempre lo stesso: il quartiere della Sanità, dove da sempre i clan si dividono le piazze di spaccio. Ieri, dopo l’ennesima sparatoria, il sindaco De Magistris ha definito inaccettabile quello che sta avvenendo e ha chiesto al Governo di intervenire per garantire la sicurezza. Spinge misure dure contro la criminalità anche il presidente della municipalità Ivo Poggiani. E poi ci sono i cittadini, i residenti che fanno sentire tutta la loro rabbia. “Siamo abbandonati.
Ci hanno mandato i soldati così tanto per fare scena. Ma ci dite a cosa servono? Si spara e si ammazza davanti a tutti e i soldati, con le loro mitragliatrici stanno lì fermi, impotenti. Don Angelo Borselli, portavoce del movimento “popolo in cammino”, che sta cercando di richiamare l’attenzione sulle zone a rischio, si affida al sarcasmo: i soldati sono un puro arredo urbano, statuine, più adatto al periodo natalizio.
Intanto, il numero due del Viminale Filippo Bubbico spiega che la guerra ai clan richiede tempo e la presenza dello Stato e quindi dell’esercito serve come deterrente. Ma occorre anche bonificare la struttura sociale dei quartieri garantendo interventi duraturi.