Benevento

Ha respinto l'accusa per la quale è finito ai domiciliari, negando di aver mai preteso una qualche forma di interesse su quei soldi. Un prestito di 1100 euro del quale, da molti mesi, attendeva la restituzione dalla commerciante che lo aveva ricevuto solo in virtù di un rapporto di amicizia con sua moglie. Assistito dall'avvocato Luca Guerra, si è difeso così, dinanzi al gip Roberto Melone, Umberto Cavuoto, il 58enne di Benevento arrestato qualche giorno fa dalla Squadra mobile per l'ipotesi di reato, contestata in flagranza, di usura aggravata dalla condizione di bisogno della presunta vittima.

L'uomo era stato bloccato dagli agenti della terza sezione in centro – tra via Rummo ed il Corso Garibaldi -, dopo il ritiro di 200 euro, in banconote segnate, dalla titolare, di origini straniere, di un negozio. Secondo la ricostruzione gli inquirenti, quel denaro altro non era che una tranche degli interessi, ritenuti usurari, da versare su una somma iniziale di 1700 euro. Una circostanza che l'indagato ha escluso, sostenendo che si trattava soltanto di una minima parte – l'unica fino a quel momento riscossa – della cifra sborsata in favore della commerciante. Aggiungendo che sarebbe stata la stessa donna a promettergli all'epoca un 'regalo' per ringraziarlo del gesto di cui era stata beneficiaria, e che per questo, di fronte al mancato rispetto dell'impegno – il rimborso dell'importo avuto -, l'aveva sollecitata.

Una versione opposta a quella della Procura e della Mobile su una vicenda al centro di un'inchiesta nella quale figurano anche le registrazioni di alcune conversazioni, ambientali e telefoniche, operate con un telefonino da una familiare della commerciante.

Al termine dell'udienza di convalida, il giudice, in linea con quanto chiesto dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro, ha confermato per Cavuoto gli arresti domiciliari, con un'ordinanza che sarà impugnata dalla difesa dinanzi al Riesame.

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