Avellino

Le aspettative di chi si attendeva l’ennesimo colpo di scena dal consiglio comunale di Avellino non sono state tradite. Pochi minuti fa, nel corso dell’assise, il capogruppo di opposizione Dino Preziosi, promotore della mozione per rescindere il contratto con l’Assoservizi srl, ha denunciato una sorta di atti intimidatori nei suoi confronti. «Avvisi di accertamento ad orologeria» li ha chiamati l’esponente di minoranza che ha aggiunto: «Non ho scheletri nell’armadio, dunque, non ho paura di nessuno. Ma quanto mi è accaduto in questi giorni voglio che venga messo a verbale tra gli atti dell'assise. L’Air ha ricevuto un accertamento per 700mila euro relativamente agli spazi esterni all’autostazione per non aver pagato la tassa di occupazione del suolo pubblico. Quando tutti sanno che quelle aree sono dell’Air e sulle traverse laterali l’azienda ha la servitù completa e perpetua…». Un altro accertamento, questa volta diretto, Preziosi lo avrebbe ricevuto sulla casa di proprietà della moglie e per l’officina dell’Air scambiata per un deposito.

«Non ho paura dell’Assoservizi e non ho niente da nascondere. Quanto è accaduto mi fa capire ancora di più che sto nel giusto. Per il prossimo consiglio comunale ho già predisposto un’altra mozione ancora più forte. Per cui, questa per la quale si doveva votare adesso la ritiro».

Solidarietà a Preziosi da parte del sindaco che ha condannato l’episodio: «Questi atti nei confronti del consigliere Preziosi sono inaccettabili».

Prossimo appuntamento in aula è fissato per venerdì. Forse in quell’occasione maggioranza e opposizione sanciranno una tregua per affrontare insieme e con un unica procedura condivisa la revoca del contratto alla concessionaria dei tributi.

Questa sera, dunque, nessuna resa dei conti tra la maggioranza e i dissidenti che abbandonarono l'aula durante i lavori dello scorso 23 febbraio. Anche se all'inizio della seduta si sono registrate le assenze di Arace, Di Iorio, Genovese, Melillo, Galluccio, Festa e Salvatore Cucciniello. Con i primi tre apparsi tra i banchi solo in un secondo momento.

Alessandro Calabrese