"Paradossalmente abbiamo pagato l'impatto con l'Arechi: il mister era molto emozionato, i giocatori sapevano quanto la gente tenesse a questa partita e non siamo riusciti a scioglierci per 20-25 minuti". Parole e musica del presidente Marco Mezzaroma, ovviamente soddisfatto non solo della buona prova della sua squadra, ma anche della risposta del pubblico salernitano. In 20mila hanno bagnato l'esordio casalingo stagionale, a cospetto di un avversario blasonato, storicamente rivale e che, sulla carta, è superiore a tutte le altre squadre cadette. Uno stadio come l'Arechi, tuttavia, riesce sempre ad annullare le differenze tecniche ed anche il Verona ha pagato dazio lasciando sul campo due punti pesanti. Sin dal riscaldamento, il pubblico ha fatto tremare un impianto completamente colorato di granata: dal tormentone "Semplice" ai cori di sfottò fino ad arrivare alla meravigliosa sciarpata che ha accompagnato l'ingresso in campo delle due formazioni, attimi vissuti con straordinaria emotività soprattutto da chi, 5 anni fa, aveva versato lacrime amare per una promozione sfumata e per l'imminente declassamento in quinta serie.
Neanche lo 0-1 ha frenato l'entusiasmo dei tifosi che, al contrario, hanno cantato con ancora maggior vigore spingendo la Salernitana nella metà campo avversaria dopo una partenza obiettivamente ad andamento lento. Nella ripresa è arrivato il gol del pareggio di Massimo Coda e l'Arechi è impazzito di gioia: un boato liberatorio che ha ammutolito i 111 supporters assiepati nel settore ospiti e che ha ulteriormente galvanizzato i padroni di casa, vicinissimi al raddoppio in almeno tre circostanze. Lo abbiamo detto tante volte, lo ribadiamo con ancora maggior convinzione: a Salerno, parlare di dodicesimo uomo in campo non è mai una frase fatta. Quando lo stadio spinge con quest'entusiasmo, per qualunque avversario diventa difficile vincere la partita: del resto, all'Arechi, sono cadute tutte le grandi del calcio italiano, conferma del fatto che il fattore tifo è componente che incide- e molto- sulle sorti del cavalluccio marino. A fine gara applausi per tutti e autentico plebiscito per Vitale e Sannino, bellissimo anche lo striscione dedicato alle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia. Unica nota stonata l'esplosione di sei petardi che costerà alla società la prima multa stagionale.
Gaetano Ferraiuolo