Chi si aspettava il classico calciatore a fine carriera, che si cullasse su un passato prestigioso e che assumesse, in campo, l'atteggiamento della "prima donna" si è sbagliato di grosso. Alessandro Rosina, in poche settimane, è già diventato capitano e leader indiscusso di un gruppo che lo segue con entusiasmo e che lo sta apprezzando soprattutto per la sua grandissima umiltà. Arrivato in punta di piedi dopo un'estenuante trattativa, l'ex fantasista del Catania ha siglato il primo gol stagionale in quel di La Spezia disputando 45 minuti di ottimo spessore prima dell'inevitabile calo fisico. Ieri, invece, ha regalato sprazzi di gran calcio alla platea dell'Arechi avviando, con bravura, l'azione del pareggio e sacrificandosi in tutte le zone del campo quando il Verona attaccava con pericolosità. Non a caso sono arrivati gli elogi di Sannino in conferenza stampa: "Non mi piace parlare dei singoli, ma oggi voglio tributare un plauso ad Alessandro Rosina. Ha doti umane uniche, un'umiltà straordinaria ed ha rincorso gli avversari per 90 minuti: la sua intelligenza tattica è di categoria superiore, sono felicissimo del suo approccio a questa nuova esperienza". Il mister ha svelato anche un retroscena. Tra primo e secondo tempo, Rosina ha radunato la squadra all'interno dello spogliatoio invitando tutti a non mollare ed a credere fortemente nel raggiungimento del pareggio. Suggerimenti tattici, indicazioni per la coppia d'attacco, pacche sulle spalle per i più giovani, mano sul petto a chiedere scusa per un paio di passaggi sbagliati: un modo di fare che sta conquistando tutti e che gli permetterà di entrare nel cuore di una tifoseria che ha sempre ammirato comportamenti del genere a prescindere dai risultati.
Gaetano Ferraiuolo