Salerno

4-4-2 durante il ritiro di Sarnano, 3-5-2 in queste prime due partite di campionato. Un po' per le caratteristiche dei giocatori in organico, un po' per le peculiarità degli avversari affrontati sin qui, ma mister Sannino ha cambiato spartito tattico affidandosi a tre centrali di spessore e complementari tra loro e a due esterni di grandissima spinta e dinamismo. La duttilità è una delle doti principali del trainer di Ottaviano, convinto che "conta l'atteggiamento, il resto sono solo numeri e non ti fanno vincere le partite". La gara di ieri è stata dai due volti per i colori granata: primi 20 minuti da incubo, ripresa a ritmi altissimi e con tante occasioni da gol, il contrario di quanto accaduto sette giorni fa a La Spezia. I margini di miglioramento sono enormi e la Salernitana ha lasciato intravedere cose interessanti: tanti cross dal fondo (da quanti anni non si vedevano a Salerno?), buona circolazione di palla, azione impostata dalla difesa, pochissimi lanci lunghi, Rosina a tutto campo soprattutto nei momenti di difficoltà e maggiori inserimenti senza palla di un elemento prezioso come Busellato. 

Cosa non ha funzionato? I primi 20 minuti hanno lasciato in eredità tanto lavoro per mister Sannino, onesto in sala stampa quando ha ammesso che "le distanze tra i reparti non erano giuste, scalavamo con lentezza ed abbiamo concesso campo ad un avversario di grande qualità". Soprattutto in avvio, la Salernitana ha sofferto sulla propria destra e non a caso il Verona ha attaccato soprattutto su quel versante: il duo Souprayen-Luppi ha messo in difficoltà Laverone e il terzino ha spinto senza conoscere fatica per 45-60 minuti permettendo all'ex Modena di puntare l'uomo nell'uno contro uno. Gli scaligeri hanno dimostrato di avere undici giocatori bravi con i piedi. Era necessario alzare i ritmi? Palla sulle fasce e grande pericolosità offensiva. Reazione della Salernitana? Ecco salire in cattedra Bessa e Romulo, due centrocampisti dai piedi d'oro per la categoria abili ad addormentare il gioco ogni qual volta i padroni di casa varcavano la metà campo. Il possesso di palla degli ospiti non è mai stato sterile e banale, favorito anche dallo scarso aiuto in fase di non possesso di Coda e dell'evanescente Donnarumma. "Gli attaccanti devono capire che sono i primi difensori, mi aspetto di più da loro" ha ammonito Sannino, per nulla soddisfatto del lavoro tattico del tandem offensivo. La staticità di Coda e Donnarumma ha costretto Rosina a marcare a tutto campo e, con i terzini schiacciati e Odjer e Busellato a ridosso del terzetto difensivo, la Salernitana era messa male in campo e faceva fatica a ripartire.

Tutta un'altra musica nella ripresa, quando Laverone e Vitale hanno spinto con maggiore disinvoltura cercando il fraseggio con Busellato- a sinistra- e Rosina sul versante opposto. L'azione del pareggio è da manuale: lancio in orizzontale di Rosina, cross dalla trequarti di Vitale e stacco imperioso di Coda tra due difensori avversari, roba da far vedere nelle scuole calcio. A quel punto la Salernitana ha alzato il pressing senza perdere la lucidità: l'anno scorso la smania di vincere era stata pagata a caro prezzo, ieri i granata hanno cercato i tre punti senza perdere equilibri e riferimenti. L'ingresso di Zito ha conferito maggiore pericolosità nelle ripartenze e i padroni di casa hanno iniziato a vincere tutti i duelli sulle cosiddette "seconde palle" pur peccando di precisione negli ultimi 16 metri. Emblematica una ripartenza 4 contro 3 vanificata da un passaggio sbagliato di Zito. Nel finale la squadra si è chiusa con ordine e tutti hanno dato un buon contributo: correggendo qualche errore tattico (si intravedono miglioramenti sulle palle inattive a sfavore), questa Salernitana può far davvero divertire.

Gaetano Ferraiuolo