Avellino

Multidimensionalità dello sviluppo sostenibile, valutazioni con approccio multicriteriale, condivisione e apprendimenti, ed infine, tempi definiti per produrre decisioni: sono queste le linee guida lungo le quali si snoderà il progetto Musa, modello del prossimo piano traffico in città. Ieri mattina prima tappa in Comune dove, convocati dall'assessore Marietta Giordano, si sono ritrovati cittadini e associazioni per avviare il confronto sulla mobilità sostenibile. «Si tratta di una metodologia sperimentata in varie città del Mezzogiorno d’Italia. Uno degli obiettivi sarà quello di evitare l’ingresso in città delle macchine che provengono dai comuni contermini, di potenziare il trasporto su gomma e quindi utilizzare mezzi di trasporto alternativi all’auto, potenziando anche le piste ciclopedonali». Il progetto Musa è promosso dal dipartimento della funzione pubblica a valere sui fondi europei e riguarda le regioni del Mezzogiorno più svantaggiate quindi la Puglia, la Calabria e la Sicilia. «Un progetto  - ha spiegato il coordinatore tecnico Carlo Carminucci - che punta ad avere città tecnicamente sostenibili, in cui si promuove il trasporto pubblico, quello pedonale o ciclabile. Insomma un trasporto con minore impatto ambientale, con minore congestione, più sicuro dal punto di vista dell’incidentalità. Quindi un modello di trasporto che migliori la qualità della vita per tutti i cittadini». Argomenti di cui i responsabili di Musa hanno preso atto e che saranno sviscerati nei prossimi incontri perché, come evidenziato dal professore Stefano De Luca, docente di pianificazione trasporti all'Università di Salerno, per ora «è fondamentale darsi un metodo di lavoro per la scelta delle opzioni di intervento del piano traffico che sia rigoroso ed obbiettivo e, quindi, incontestabile».