Salerno

Esattamente un anno fa la Salernitana faceva il proprio esordio nel campionato cadetto, dopo aver girato per ben 5 stagioni tra campi di Serie D e Lega Pro. Il match più atteso, in vista del ritorno nella serie cadetta, era il derby contro i rivali dell’Avellino. Sarà pur stato uno strano scherzo del destino, ma la prima partita era proprio contro i biancoverdi, allora allenati da mister Tesser. In città, durante la settimana antecedente al match si respirava già un’aria diversa, tensione alle stelle, voglia di ritornare nel principe degli stadi, un po’ come accaduto la settimana scorsa in attesa della partita contro il Verona.

La prevendita faceva registrare numeri impressionanti, sia su sponda salernitana che su sponda avellinese. Alla fine gli spettatori erano 22.140, con Curva Sud e settore ospiti sold-out, Distinti gremiti e Tribuna un po’ meno. Tutto era pronto per l’esordio della Salernitana, l’undici in campo di mister Torrente era completamente diverso da quello attuale, eccezion fatta per Schiavi e Donnarumma. La partita in campo partì a mille, con le due squadre che cercavano immediatamente di portarsi in vantaggio. Ci riuscì la Salernitana per prima, grazie ad un gol di Gabionetta sotto il settore occupato dagli irpini. La reazione dell’Avellino non esitò ad arrivare, Trotta dopo 3’ infilò Strakosha.

Uno dei migliori del primo tempo degli ospiti fu un certo Antonio Zito, trasferitosi poi a gennaio a Salerno. Il secondo tempo fu tutta un’altra storia. La Salernitana iniziò forte, Pestrin con un gran lancio innescò Gabionetta che rientrò sul sinistro e insaccò Frattali con un sinistro a giro. L’Avellino si rese pericoloso ancora ma, in pieno recupero, ci pensò l’esordiente Troianiello a chiudere definitivamente la gara. Finì 3-1 all’Arechi, con i tifosi granata in delirio per una fantastica ed emozionante vittoria, purtroppo risultata illusoria nel prosieguo del campionato.

Redazione Sport