Salerno

Intervistato dalla redazione di Granatissimi.Ottopagine, l'ex capitano ed allenatore della Salernitana Roberto Breda ha commentato il pareggio ottenuto dai granata domenica sera contro il Verona in quello stadio che si prepara ad accoglierlo trionfalmente tra qualche mese pur in veste di avversario. Da Salerno sono arrivati molti messaggi d'affetto dopo il 2-0 dell'Entella sull'Avellino, conferma del fatto che tra Breda e la tifoseria ci sarà sempre un legame di profonda stima e grandissimo rispetto. Ecco le sue dichiarazioni:

Mister, se diciamo che è un campionato di livello superiore rispetto ai precedenti ci sbagliamo?

"E' ancora presto per dare dei giudizi definitivi, sono passate appena due giornate e tante big devono ancora ingranare. Molte società hanno lavorato bene sul mercato, ci sono formazioni molto competitive ed in grado di lottare per la promozione diretta, ma come sempre sarà il campo il giudice supremo. La serie B è sempre un torneo lungo ed estenuante, tra qualche settimana emergeranno i veri valori e potremo farci un'idea più precisa".

Ci sono squadre che hanno impressionato di più in questi primi 180 minuti?

"Ovviamente Verona, Carpi e Frosinone hanno una rosa di primissimo livello per la categoria, ma tutte le affronteranno con grandissimo entusiasmo e ogni domenica sarà una battaglia. Devo fare un complimento alle neopromosse, tutte molto brave sul mercato: il Pisa ha accantonato i problemi societari esordendo con una convincente vittoria sul Novara, la Spal ha un organico di qualità, il Benevento ha tutto per essere la sorpresa del campionato e il Cittadella si ritrova in vetta alla classifica a punteggio pieno e con pieno merito. Ecco una differenza rispetto al recente passato: chi viene dalla Lega Pro, si è attrezzato molto bene".

Ha visto Salernitana-Verona? Che effetto le ha fatto?

"Non è una partita come tutte quante le altre, la voglia di rivalsa era tanta e la tifoseria ha creato il clima di entusiasmo adatto per affrontare una big come il Verona. Il pareggio, tutto sommato, è stato un risultato giusto, la Salernitana è stata brava a non arrendersi dopo l'iniziale 0-1 che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Personalmente sono felice che i granata siano tornati in serie B dopo così pochi anni, vuol dire che aver perso quella finale ha favorito l'approdo a Salerno di una società molto forte e competitiva. Il cerchio si è chiuso, ora bisogna guardare avanti con grande serenità e ottimismo".

Il ds Salerno, però, sostiene che, in caso di promozione, le cose sarebbero andate diversamente e la Salernitana si sarebbe regolarmente iscritta...

"Penso che il direttore intendesse dire che quella Salernitana, come organico, poteva fare la serie B senza problemi: era un bel gruppo, di qualità, molti giocatori sono arrivati anche in A e questo fa capire che svolgemmo tutti un ottimo lavoro. Quella società, purtroppo, navigava in cattive acque e, a mio avviso, la promozione non avrebbe cambiato il destino della Salernitana. Anche per questo giocammo quella finale con stati d'animo contrapposti, ma ci dispiace davvero tanto non essere riusciti a vincerla: sarebbe stato il coronamento di un percorso straordinario, partito con 2mila spettatori sugli spalti e chiuso con un Arechi pieno come i tempi d'oro".

Lombardi vi ha mai ringraziato per quello che avete fatto? In fondo non è certo scontato che si decida di giocare gratis...

"Non ho più sentito il presidente, ma non ho rancore nei suoi confronti. Anzi, mi dispiace. Negli anni precedenti aveva dato tanto per la Salernitana, poi ha attraversato un momento di difficoltà e le cose sono andate come tutti sappiamo. Sicuramente è tra i primi ad aver sofferto per quella situazione".

Parentesi Cala. Ricordiamo che, in conferenza stampa, disse che avrebbe insegnato a Breda uno schema utile a segnare tanti gol...

"Ricordo bene quel periodo, piuttosto divertente. Sì, ci vedemmo in sede e mi descrisse dettagliatamente alcuni schemi che aveva imparato in chissà quale università: alla fine del suo lungo discorso, gli feci notare un paio di cose: mi disse che avevo ragione, si alzò e se ne andò".

Lei ha conosciuto l'Arechi degli anni 90 e della serie A. Il tifo può fare davvero la differenza?

"Una squadra scarsa perde anche se ha 100mila persone che urlano per 90 minuti, su questo non ci sono dubbi. Il top sarebbe creare una giusta alchimia tra l'ambiente, i giocatori, la società e lo staff tecnico: nel 2011 ci riuscimmo e ci trascinammo a vicenda. Il ricordo più bello legato alla tifoseria è storia del 1994, quando affrontammo la Lodigiani per i play off. La prima partita fu rinviata per pioggia, ma quando entrammo in campo per il sopralluogo ci fu un boato incredibile da parte di trentamila persone: lì capimmo davvero cosa significasse indossare la maglia granata, ci ritenemmo fortunati e non potevamo deludere le loro aspettative. Infatti nei giorni successivi vincemmo 4-0"

Come immagina il suo ritorno all'Arechi da avversario?

"Sarà un'emozione forte, ma c'è ancora tanto tempo e mi concentro sul presente augurando alla Salernitana di togliersi tante belle soddisfazioni. Io in panchina? Posso assicurarvi che non ci sono mai stati contatti in questi anni".

Gaetano Ferraiuolo