Una Napoli violenta, quella che non spara solo a Scampia ma anche nelle zone della borghesia più meno alta, ritorna sotto i riflettori. Il fenomeno della criminalità ritorna a farsi sentire ancora più forte di prima. Perché le faide sono arrivate fin nei salotti buoni: tra piazza municipio e Plebiscito e il teatro San Carlo. Il primo raid ai quartieri Spagnoli a due passi dal centro dello shopping una ragazza rimase ferita durante una sparatoria. Due giorni fa la stesa tra i vicoli e via Toledo. Ancora via Toledo teatro di un altro raid di 4 persone in azione. E poi la galleria Umberto I che negli ultimi tempi è stata presa di mira da vandali e malviventi.
E’ di due giorni fa invece l’attentato contro la caserma Iovino della polizia di Medina. In questo caso si è trattato di un atto di un pregiudicato con turbe mentali già individuato dalla agenti. Il pm Henry Woodcock magistrato della pubblica accusa nel processo della paranza dei bambini, era presente alla presentazione del docufilm a Venezia di Michele Santoro “Robinù”, il film sui giovani boss del centro storico di Napoli.
Il pm ha bacchettato la Napoli Bene dicendo che spesso «quella borghesia spesso fa finta di niente perché trova più conveniente ad ignorare il problema, oppure peggio ancora, lo affronta lo analizza e pensa di risolverlo con quella punta di snobbisno che la caratterizza da sempre». Nel mirino del pm quella borghesia partenopea che «tende a concentrare le sue energie in sterili discussioni in salotti alla moda». Ma nel frattempo il fenomeno è diventato preoccupante perché ed è entrato anche quei salotti buoni, anche dove si fa shopping.