Salerno

Uno, forse due passi indietro rispetto alle partite precedenti. La Salernitana vista all'opera oggi pomeriggio a Novara ha nettamente deluso le aspettative perdendo meritatamente a cospetto di un avversario arrembante per un'ora, ma che poi si è rintanato nella propria metà campo senza rischiare granché. Ancora una volta i granata hanno sbagliato l'approccio alla partita, prendendo gol dopo sei minuti in una situazione di gioco molto simile a quella che permise a Luppi e Ganz di portare in vantaggio il Verona: affondo sulla corsia sinistra del Novara (destra difendente degli ospiti), Laverone e Mantovani fuori posizione, Schiavi superficiale nell'anticipo, traversone facilmente leggibile, ma Faragò completamente libero sul secondo palo e pronto a battere l'incolpevole Terracciano. Nella circostanza precisa la diagonale di Vitale, ma la retroguardia era in inferiorità numerica e per il forte centrocampista è stato un gioco da ragazzi gonfiare la rete. Col passare dei minuti, il copione non è cambiato e la Salernitana ha continuato a soffrire lungo la corsia di destra: Laverone si fa preferire quando spinge, Mantovani ha commesso qualche errore soprattutto nei primi 20 minuti, Schiavi si è fatto saltare con eccessiva disinvoltura e anche Bernardini non ha dato sicurezza come al solito. Ciò che non ha convinto è la posizione di Rosina, estremamente lontano dalla porta avversaria e costretto ad agire a ridosso della difesa per far ripartire un'azione lenta e prevedibile.

Sannino, pur notando la lentezza nelle ripartenze e la staticità di due punte che hanno disputato una brutta partita, ci ha messo 70 minuti per cambiare uomini e modulo: con il 4-3-1-2 e con Caccavallo a muoversi su tutto il fronte offensivo, i granata hanno almeno provato ad impensierire la retroguardia piemontese, guidata da un sontuoso Scognamiglio e da un Troest che, nel gioco aereo, ha giganteggiato dal primo al novantaseiesimo. Quando la manovra non convince e dal fondo non arrivano cross, solo le palle inattive possono sbloccare la partita, ma anche da questo punto di vista la Salernitana è stata carente: battuti malissimo quasi tutti i corner, stesso discorso per le punizioni da destra e da sinistra, con schemi mal riusciti o di facile lettura per il portiere avversario. "Abbiamo avuto un buon possesso palla, il pallino del gioco era nelle nostre mani" ha detto Sannino in conferenza stampa, ma la Salernitana è mancata negli ultimi 16-20 metri, quando Rosina potrebbe accendere la luce se fosse messo nelle condizioni di far male e di sfruttare le proprie qualità. Non a caso una timida reazione è stata accennata quando il fantasista si è mosso liberamente slegandosi da dettami tattici che faranno discutere: la sensazione è che, da venerdì sera, si possa tornare al 4-4-2, con Perico che insidia Laverone, Schiavi che dovrebbe accomodarsi in panchina e Donnarumma che si gioca il posto con Caccavallo dopo l'ennesima prestazione sotto tono. Un passo indietro, dunque, e una lettura complessiva della gara che desta qualche perplessità.

Gaetano Ferraiuolo