Salerno

Evans Soligo è doppio ex di Salernitana e Vicenza: 205 presenze e 11 gol con i campani dal 2005 al 2010, 71 presenze e 2 gol coi veneti nei due anni successivi. La nostra redazione lo ha intervistato in vista dell’anticipo di venerdì.

Quale ricordo conservi dei due anni con la maglia del Vicenza?

Ho disputato due campionati in una piazza prestigiosa. Sono stati due anni positivi a livello personale. Fui in grado di ritagliarmi diverso spazio sul rettangolo verde, mentre non fu altrettanto positiva a livello di risultato di squadra la conclusione dell’esperienza con i berici, in quanto perdemmo i playout contro l’Empoli, nonostante fossimo andati in vantaggio di due gol. Sprecammo anche un rigore sul momentaneo 2-2”.

Cosa ha significato per te indossare la fascia di capitano della Salernitana?

Salerno è stata la mia seconda esperienza al Sud dopo quella di Palermo. Aver indossato la fascia di capitano della Salernitana è stato un onore. Ho conosciuto persone stupende e la mia famiglia si è integrata alla perfezione nel tessuto sociale: Salerno è stata una avventura formativa a 360°”.

Quale gara ricordi con maggiore piacere, oltre al giorno della promozione col Pescara?

Ricordo con piacere quando vincemmo 2-1 contro il Genoa la semifinale di andata playoff nel 2005-06. Peccato aver incassato il gol per via di un rigore inesistente concesso ai liguri. Quella rete condizionò l’esito della doppia sfida e anche la corsa alla B: la squadra vincitrice avrebbe avuto strada facile in finale. In quella gara la spinta dell’Arechi fu davvero fenomenale”.

Quale è il gol segnato con la Salernitana a cui sei più emotivamente legato?

Fu una bella emozione segnare il gol del momentaneo 1-1 contro il Brescia in B. Eravamo in prossimità delle vacanze natalizie ed i miei figli mi omaggiarono di una maglietta: la indossai sotto la casacca granata ed ebbi modo di mostrarla nei festeggiamenti. La rete contro il Modena, dopo neanche un minuto di gioco, ha rappresentato un’altra grande soddisfazione a livello personale”.

Con quali calciatori ed allenatori hai legato maggiormente durante l’esperienza salernitana?

Ho avuto un bel rapporto con tutti, specialmente con Ferraro, Tricarico e Fusco. Con tutti gli allenatori ho avuto rapporti di sintonia: i tecnici che si sono avvicendati hanno accresciuto il mio bagaglio tecnico-tattico. Se devo citarne alcuni, dico che Costantini pagò il prezzo di una partenza ad handicap, mentre Brini è riuscito ad essere pragmatico nei momenti topici. Mi farà piacere affrontarlo settimana prossima”.

Attualmente giochi nel Venezia: che idea ti sei fatto del progetto e che effetto fa essere allenato da Filippo Inzaghi?

Ho sposato questo progetto consapevole che sarebbero state fatte le cose in grande. Abbiamo centrato la promozione in Lega Pro ed anche quest’anno l’intento è quello di fare un torneo di vertice. E’ strano per me, grande tifoso milanista che ha esultato ai suoi gol, essere allenato da un grande del calcio italiano come Pippo Inzaghi. E’ un tecnico preparato, che si è rimesso in gioco dopo l’esperienza in A. Finora mi ha schierato o da mezzala o da playmaker davanti la difesa, avvalendosi della mia esperienza anche in quest’ultimo ruolo poco confacente alle mie caratteristiche, ma nel quale posso dare ugualmente il mio contributo alla luce della mia sagacia tattica”.

Redazione Sport