Ci sono partite destinate a restare per sempre nel cuore dei tifosi, storie bellissime che solo il calcio sa raccontare. Salernitana-Vicenza, da 20 anni a questa parte, non sarà mai una partita come tutte quante le altre, soprattutto per chi, nel lontano 1999, era presente sugli spalti ed ebbe modo di assistere dal vivo a due gare da brividi e, come si dice in gergo, vietate ai deboli di cuore. L'uomo del destino fu Ighli Vannucchi, talentuoso centrocampista prelevato dalla Lucchese insieme a Marco Rossi capace di tramutarsi nell'autentica bestia nera dei biancorossi. Era il maggio del 99 e la Salernitana si giocava le ultime carte per la permanenza in serie A, a cospetto di un Vicenza terz'ultimo e quasi condannato alla retrocessione anche in caso di pareggio. All'Arechi in 35mila per spingere il cavalluccio marino, trascinato da un Gattuso stratosferico e da quell'Antonino Bernardini che incantò tutti per classe e strapotere tecnico. Al 20' la doccia gelata: fuori Di Vaio per infortunio, dentro Vannucchi. Una sorta di "Provvida Sventura", per dirla alla Manzoni. Di Michele portò in vantaggio la Salernitana, Mendez pareggiò di testa sfruttando l'unico errore stagionale di Fresi, Vannucchi, allo spirare del match, trafisse Brivio facendo esplodere la Sud in un boato liberatorio: indimenticabili le lacrime di Aliberti, l'esultanza sfrenata di Oddo a bordo campo, la gioia incontenibile di Balli, quel grido di speranza "resteremo in serie A" infrantosi a Piacenza sette giorni dopo, con tanto di tragedia finale che a molti, ancora oggi, fa dire "non avesse mai segnato quel gol la Salernitana!".
A dicembre, in serie B, Salernitana e Vicenza si sfidarono nuovamente. I biancorossi erano primi, i granata, dopo una falsa partenza, stavano risalendo la china ed avevano conquistato 4 punti tra Empoli e Cosenza, due campi notoriamente difficili per tutti. In 20mila spinsero i padroni di casa, tuttavia sotto di due gol all'intervallo, preludio ad un secondo tempo da raccontare ai tifosi del futuro. Di Michele su rigore riaprì la partita, Guidoni la pareggiò al 22', lo stadio era un catino infuocato e al 90' venne giù la curva: serpentina ubriacante di Vannucchi, tiro all'angolino e risultato totalmente ribaltato. Al 94', sul capovolgimento di fronte, fu Viviani ad avere l'occasione per l'incredibile 3-3, ma Lorieri chiuse la porta e blindò una vittoria clamorosa, ma importantissima. A proposito di curiosità: Reja, tecnico del Vicenza, nel 2004 si è imbattuto nel medesimo destino. Il suo Cagliari, avanti 2-0 e primo in classifica, perse 3-2 in un Arechi come sempre determinante.
Gaetano Ferraiuolo