Benevento

Diciassette condanne ed otto assoluzioni. Le ha proposte il pm Flavia Felaco nel processo nato da un'indagine del sostituto procuratore Antonio Clemente e della guardia di finanza sul sistema di aggiudicazione delle gare di appalto del Comune di Telese Terme. Nel mirino degli inquirenti, l'esistenza di un presunto 'cartello' di imprese “che si erano aggiudicate la stragrande maggioranza delle stesse gare tra il 2002 ed il 2007” ed i rapporti che sarebbero intercorsi tra i titolari di alcune ditte e l'ex sindaco Giusepppe D'Occhio, ritenuto il destinatario di somme di denaro. “Il deus ex machina di un accordo stabile e perdurante”.

Nella sua requisitoria, andata avanti per circa un'ora e mezzo, la dottoressa Felaco ha passato in rassegna i nove capi di imputazione, qualcuno dei quali, a parere della difesa, è già prescritto. E' ciò che resta di un'inchiesta decimata dal trascorrere del tempo, che aveva chiamato in causa inzialmente quarantatrè persone – tante erano state le richieste di rinvio a giudizio – con decine di capitoli di accusa. Quelli rimasti parlano, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, truffa, favoreggiamento, riciclaggio, ricettazione, false fatturazioni.

Queste, nel dettaglio, le richieste di condanna: 7 anni e 4 mesi ad Antonio Antonuccio, 65 anni, di Cusano Mutri, responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Telese e responsabile Unico dei procedimenti; 15 anni e 4 mesi a Giuseppe D’Occhio, 60 anni, ex sindaco di Telese (ruolo che aveva nuovamente assunto dal maggio 2009 dopo essere stato assessore ai Lavori pubblici del Comune e a lungo primo cittadino); 15 anni e 4 mesi ad Almerico Fasano, 42 anni, legale rappresentante della 'Coedil Fap srl'; 7 anni e 8 mesi a Gaetano Fasano, 40 anni, titolare della omonima ditta individuale; 15 anni e 4 mesi a Sergio Fuschini, 44 anni, titolare della 'Fuschini Costruzioni di Sergio Fuschini'; 14 anni a Pasquale Giaquinto, 69 anni, responsabile Servizi demografici dello stesso Ente; 6 anni e 4 mesi a Pasquale Iorio, 66 anni, titolare della ditta individuale 'Il.Te. di Pasquale Iorio'; 6 anni a Domenico Mazzarella, 38 anni, di Faicchio, già dipendente della 'Coedil'; 15 anni e 4 mesi a Pietro Pacelli, 56 anni, legale rappresentante della 'Pacelli Costruzioni srl'; 27 anni, 8 mesi e 20 giorni ad Alberto Pilla, 59 anni, legale rappresentante della ' Ar. Gest. Srl'; 7 anni a Francesco Pilla, 30 anni, legale rappresentante della ' Ar. Gest. Srl'; 20 anni, 5 mesi e 10 giorni a Luigi Vegliante, 75 anni, di Solopaca, legale rappresentante della 'Vegliante Luigi & c. sas'; 15 anni e 4 mesi a Quirino Vegliante, 42 anni, legale rappresentante della 'Vegliante Costruzioni srl'; 18 mesi a Paola Biondo, 39 anni, di San Salvatore Telesino, collaboratrice della 'Coedil Fap srl'; 1 anno e 6 mesi ad Antonella Zoccolillo, 56 anni; 1 anno a Bartolomeo Di Biase, 68 anni, titolare dell'omonima ditta; 2 anni a Bartolomeo Velardo, 42 anni, entrambi di Cusano Mutri.

L'assoluzione piena, perchè il fatto non sussiste, è stata invece proposta per Giovanni Caporaso, 50 anni, ex vicesindaco e assessore di Telese Terme; Lucia Cutillo, 69 anni, di Telese, socia della 'Coedil; Giuseppe Di Cerbo, 58 anni, di San Lorenzello, titolare di un ditta edile; Antonio Napolitano, 60 anni, di Airola, titolare dell'omonima ditta; Paolo Massaro, 41 anni, di Telese, rappresentante legale della 'Costruzioni edili La.Ma srl'; Domenico Vincenzo Maturo, 55 anni, di San Salvatore Telesino, titolare dell'omonima ditta; Nicola Parente, 68 anni, di Cerreto Sannita, titolare dell'omonima ditta; Aniello Rillo, 51 anni, di Torrecuso, rappresentante legale della 'Siet srl'.

Chieste anche sanzioni pecuniarie per alcune società: 800 quote per Coedil fap srl, Pacelli Costruzioni srl, Vegliante Luigi sas, Argest; 600 quote per Coedil, 500 per Pacelli Costruzioni e Vegliante Luigi, 300 per Vegliante Costruzioni, 200 per Argest.

Dopo il Pm, spazio agli interventi dell'avvocato Vincenzo Maiello (per il Comune di Telese, parte civile), che ha chiesto un risarcimento di 20 milioni di euro ed una provvisionale di oltre 1 milione, e, per la difesa, degli avvocati Andrea De Longis junior, Antonio Di Santo, Paolo Piccialli, Giuseppe Massarelli e Monica Del Grosso, che hanno contestato le conclusioni dell'accusa nei confronti dei loro assistiti, di cui hanno proposto l'assoluzione. Lunedì prossimo le altre arringhe, quindi la sentenza del Tribunale, che dopo cinque anni dall' avvio del dibatttimento, chiuderà in primo grado una vicenda che all'epoca aveva fatto rumore – il blitz del 12 ottobre 2009 era stato costellato da quindici arresti (in carcere e ai domiciliari) e tre misure interdittive -, per la quale sono già state definite, tra patteggiamenti, assoluzioni, dichiarazioni di prescrizione e proscioglimenti, decine di posizioni.

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