Napoli

Un quinto posto in una finale paralimpica è sempre un grande risultato, ma Vincenzo Boni non si accontenta. Nei 50 stile libero voleva fare di più, il 47.32 nuotato non lo soddisfa essendo un crono anche più alto di quello del mattino. Ma in queste condizioni di più non si poteva fare. La gara è stata stravinta dal cinese Huang col nuovo record mondiale: 39.24. Scendere sotto il muro dei 40 secondi significa fare la storia e anche il mostro sacro ucraino Vynohradets’ (41.41) si è dovuto arrendere. Terzo l’altro cinese Li (42.18). Resterà nella storia questa gara, perché Huang ha aperto nuovi scenari. Il nuotatore del Caravaggio Sporting Village invece è stato onesto ai microfoni rai, come al solito non ha trovato alibi dicendo la verità. “Comincio a non averne più. Siamo in Brasile dal 30 agosto, se nuoto questi tempi significa che di più non posso fare in questo momento. Pensavo di stare meglio. Prima di partire andavo più forte. Si vede che il viaggio, la stanchezza e lo stress della manifestazione si stanno facendo sentire. Però io sto dando tutto”. Boni si può consolare di essere però il secondo degli europei. “Arrivare dietro un mostro sacro come l’ucraino è un onore. Ho imparato tanto da lui studiandolo su youtube”. Le fatiche di Boni non sono ancora terminate, tra due giorni si torna in acqua nei 200 stile libero. “In quella gara voglio il record italiano”, è categorico. C’è spazio come sempre però anche per sorrisi e battute, una in particolare sulla sua squadra del cuore. Il Napoli ha vinto? Per un ucraino che ha vinto qui (Vynohradets’ argento ndr) ce ne sono undici che hanno perso”.