Lui non c'era, a differenza dell'ex compagna, che l'ha denunciato. Ciò non gli ha comunque impedito, nonostante non potesse farlo perchè sottoposto al divieto di avvicinamento, di continuare a telefonarle. Lo ha fatto anche questa mattina, mentre era in corso l'udienza preliminare a suo carico. Il gup Flavio Cusani,in linea con le conclusioni del sostituto procuratore Marcella Pizzillo, lo ha spedito a giudizio per stalking.
E' l'accusa addebitata ad un 36enne di Benevento, ritenuto responsabile di condotte persecutorie ai danni della donna (parte civile, è assistita dall'avvocato Luca Guerra) con la quale aveva avviato una relazione sentimentale, poi interrotta. Uno stop che lui non aveva accettato di buon grado, per questo – sostengono gli inquirenti – dall'ottobre 2015, forse nel tentativo di riallacciare il legale, aveva cominciato a tormentarla, provocandole uno stato di paura anche per l'incolumità dei figli, uno dei quali nato dal rapporto con lui. Una situazione che aveva costretto la poverina a cambiare le sue abitudini, a chiedere ai familiari di tenerle compagnia, ad uscire con una minore frequenza per evitare di incontrarlo.
All'uomo vengono contestati una lunga serie di comportamenti: pedinamenti quotidiani – luogo di lavoro e scuola dei piccoli – per controllarne i movimenti, frasi pesantemente offensive nei suoi confronti ogni volta che la incrociava per strada, ripetute telefonate per proporle di tornare insieme, una sfliza di insulti di fronte al no, messaggini a gogò. In un'occasione le aveva inviato tramite whatsapp l'immagine di un coltello, minacciando di usarlo non solo contro di lei. Nello scorso marzo, poi, mentre l'ex veniva ascoltata in Questura, l'aveva chiamata ed invitata a “comportarsi bene con lui” e “a stare tranquilla”. Di qui il divieto di avvicinamento alla malcapitata disposto per il 36enne in un'indagine sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio, come detto accolta. Il prossimo 14 marzo la partenza del processo.
Esp
(foto tratta dal web)