La scelta di ospitare trenta profughi nell'ex convento di San Generoso, sede della Polizia Municipale di Avellino, non piace a cittadini e parroco. Coro unanime di proteste si leva dal centro antico della città di Avellino. Un peso dell'accoglienza inaccettabile quello imposto dall'amministrazione. «Le persone che dicono che migranti sono risorsa affermano una cosa balorda, una cosa cattiva. Non possono innalzare, certo, il Pil italiano. Seppur lavorassero fornirebbero comunque un pil ingiusto». Insomma, il quartiere non è pronto a sopportare l’enorme peso dell’accoglienza. L’amministrazione comunale di Avellino avrebbe fatto la peggiore delle scelte possibili, secondo parroco e cittadini. È severo il giudizio di Don Emilio Carbone, parroco di Rione Parco e del Centro storico di Avellino, sulla decisione del Comune di istituire il primo centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati presso l’ex Convento di San Generoso di via Tedesco.
Intanto proprio nella struttura di via Tedesco saranno opspitati profughi, tutti maschi perché secondo l’Asl, che ha vagliato e valutato il progetto, la struttura non è idonea per donne, bambini e famiglie. Il centro di accoglienza, che potrebbe essere pronto già a fine mese, sarà gestito direttamente dal personale del settore Servizi sociali di Palazzo di Città senza l’affidamento alle cooperative sociali, con l’esternalizzazione del solo servizio mensa.
«Siamo davvero al colmo - commentano i residenti -. Siamo esasperati dalla presenza di tutti questi profughi. Li incrociamo ovunque. Non riusciamo a fare la spesa senza incontrare qualcuno di questi profughi fuori il market o nel parcheggio. Siamo tutti davvero esasperati».