Si faceva chiamare "Serpico" come il poliziotto interpretato da Al Pacino nell'omonimo film del 1973. Ma, a differenza dello sbirro americano che denunciava i casi di corruzione fra i suoi colleghi ufficiali, Antonio De Felice l'illegalità la praticava. Questa mattina, i militari della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli lo hanno arrestato, eseguendo una disposizione del Gip del Tribunale di Napoli. Il luogotenente della Polizia Locale di Napoli, insieme ad altre 6 persone, è ritenuto responsabile di episodi plurimi di concussione ed estorsione in danno di cittadini extracomunitari.
Le indagini, svolte anche con intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno consentito di accertare che l'ispettore De Felice, abusando della propria qualifica di pubblico ufficiale, si faceva sistematicamente corrispondere somme di danaro in occasione di controlli su strada effettuati nei confronti di cittadini di nazionalità cinese, cingalese e ivoriana.
Dopo aver riscontrato irregolarità amministrative, ad esempio polizze assicurative auto scadute, "Serpico" tratteneva le autovetture e i documenti dei soggetti fermati, prospettando loro la possibilità di non redigere i verbali di contestazione in cambio di somme di denaro. Talvolta il vigile simulava il furto del veicolo, costringendo la vittima a versargli una somma di denaro per ottenerne la restituzione con la tipica condotta del "cavallo di ritorno".
Ora, De Felice è in carcere. Nel "sistema" scoperto dalla Guardia di Finanza sono coinvolti altri 6 soggetti, tra cui un funzionario del Comune di Napoli, un altro ispettore della Polizia Locale, due assicuratori e due cittadini extracomunitari utilizzati come mediatori delle richieste concussive del vigile. Per due di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, per gli altri quattro l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.