Benevento

Erano imputati di circonvenzione d'incapace, ma il giudice Loffredo, dopo una lunga camera di consiglio, ha dichiarato l'intervenuta prescrizione dell'accusa, così come chiesto dall'avvocato Antonio Leone. Fine del processo, dunque, per una coppia – risiede in un centro della provincia non distante da Benevento ­ chiamata in causa per una vicenda di cui avrebbe fatto le spese un vicino. Un giovane affetto da un deficit psichico – parte civile con l'avvocato Antonio Bruno Romano - di cui marito e moglie avrebbero approfittato per indurlo a contrarre un mutuo di poco meno di 50mila euro. Denaro di cui si sarebbero poi impadroniti.

Un risultato raggiunto dopo aver tratto in inganno un uomo in stato di difficoltà, di cui, peraltro, si occupavano. Lo accudivano nelle faccende quotidiane, con l'obiettivo di ottenere ciò che si erano prefissati. Secondo gli inquirenti, per evitare che lui potesse accorgersi di ciò che gli stavano combinando, gli avrebbero somministrato ogni giorno, a sua insaputa, del Valium. Gocce di tranquillante versate nell'acqua che poi gli davano da bere per tenerlo buono e calmo il più possibile.

Una storia delicatissima, al centro di un'indagine costellata da quattro consulenze psichiatriche disposte dalla Procura per accertare le condizioni del malcapitato. Ritenuto incapace di intendere e di volere da due specialisti; meno nette, invece, le valutazioni degli altri. Oggi la conclusione del processo: accusa prescritta, il tempo ha giocato la sua parte.

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