“La prima partita che ho visto di questo Verona è stata contro la Salernitana, ho visto una bella squadra, con qualche situazione di difficoltà, che però ci saranno sempre, anche sabato con l'Avellino, quando si difenderanno in nove dietro alla linea del pallone”. Ci aveva pensato così, ieri, il neo-centrocampista dell'Hellas Verona, Enzo Maresca, ad incendiare le ultime ore che separano gli scaligeri dalla gara interna in programma sabato, alle 15, con l'Avellino. Nessun tono provocatorio, piuttosto una sottolineatura dell'oggettiva forza dei gialloblù, favoriti per la vittoria finale del campionato di Serie B, ma tanto è bastato per accendere ed amplificare la voglia dei tifosi biancoverdi di superare indenni il duro, durissimo, esame del “Bentegodi”. C'è chi, commentando l'articolo di Ottopagine.it, ha ironizzato con un “Fin troppo ottimista. Ci difenderemo in 11”; chi ha non è andato per il sottile intravedendo un guanto di sfida inopportunamente lanciato, ed ha fatto capolino pure qualche super-ottimista, che ha pronosticato lo 0-3 finale.
Schermaglie verbali che verranno presto accantonate. Che precedono una sfida dal sapore di Serie A, con l'indimenticabile successo irpino sui futuri campioni d'Italia allenati da Osvaldo Bagnoli - 2-1 tra la neve, datato 13 gennaio 1985 – rispolverato come amarcord portafortuna nel corso della lunga marcia di avvicinamento ormai prossima a concludersi.
Tra poco la parola passa al campo, dove l'Avellino domani rifinisce la preparazione, a porte chiuse al “Partenio-Lombardi” e si è allenato questo pomeriggio, ancora una volta al riparo da occhi indiscreti. Ormai certo il forfait del mediano slovacco Lasik, alle prese con terapie in seguito alla contusione al quadricipite della coscia sinistra rimediata lunedì scorso. Dall'altra parte della barricata Valoti si è allenato regolarmente con il gruppo. Differenziato per Zuculini. Pazzini ha svolto parte del lavoro con il gruppo prima di proseguire il suo programma differenziato. Pure per il bomber si profila la necessità di alzare bandiera bianca.
Marco Festa