Napoli

E’ terminata con un quarto posto nei 200 stile libero S3 la prima Paralimpiade di Vincenzo Boni. Un piazzamento che non lascia l’amaro in bocca perché i primi tre classificati erano realmente imprendibili, ma il netto miglioramento cronometrico (3’30’’02 nuovo record italiano) del nuotatore napoletano è uno stimolo per il futuro. Boni torna a casa con una medaglia di bronzo, tante emozioni e un bagaglio d’esperienza immenso che gli tornerà utile in futuro. Perché lui non molla, Tokio è lontana, la vita di tutti i giorni chiama e ci sono altri obiettivi da raggiungere, ma la passione per il nuoto non tramonterà mai. Saranno quattro anni molto lunghi in cui bisognerà progettare bene ogni passo, ma la medaglia di bronzo vinta a Rio de Janeiro è la più grande motivazione che un atleta può avere. Ripetersi o magari migliorare già il prossimo anno al mondiale per sfidare gli imbattibili cinesi e l’ucraino Vynohradets’ può essere il primo obiettivo. Ma a questo ci penserà tra qualche settimana dopo un po’ di vacanza quando si siederà intorno ad un tavolo del Caravaggio Sporting Village con la dirigenza e il suo tecnico Alessio Sigillo che gli hanno permesso di lavorare al meglio. Intanto Vincenzo può godersi la sua conquista, il sogno di una vita rincorso con convinzione negli ultimi due anni. Potrà raccontare anche a chi come lui ha avuto dei problemi che lo sport può essere la migliore medicina per il corpo e per l’anima. E’ diventato un grande esempio da seguire, uno spot per lo sport paralimpico e uno stimolo per molti atleti che stanno già lavorando per battere quel nuotatore napoletano che ha conquistato il pubblico italiano.