Verona - Avellino 3-1: le pagelle.

Avellino (3-5-2)

Radunovic 4.5: Dal cilindro non tira fuori nessun coniglio, come nel finale di gara con il Trapani, su Coronado, ma una papera con cui propizia il primo vantaggio del Verona: al 12’, su un tiro tutt’altro che irresistibile di Bessa. Incolpevole sulle reti di Pisano e Romulo, evita il poker scaligero chiudendo su Siligardi al 44’ e per due volte su Ganz al 70' e 72', ma anche nella ripresa appare poco reattivo e sicuro su conclusioni facilmente addomesticabili.

Gonzalez 4: Sanguinosa la palla regalata a Romulo al 41', che ringrazia e vola a firmare il 3-1 che chiude i conti. Dovrebbe trasmettere sicurezza grazie alla sua esperienza al reparto, ma l’effetto è diametralmente opposto.

Djimsiti 5.5: Nei primi dieci minuti le prende tutte di testa e quando è il momento di spazzare bada a sodo. Potrebbe fare meglio in occasione del primo gol del Verona, nel momento in cui non è impeccabile nella ribattuta sul cross rasoterra di Romulo, che finisce sui piedi di Bessa. Ma se il reparto balla e non può che ballare pure lui.

Diallo 5.5: Con personalità in un palcoscenico sconsigliato per chi non ne ha. Si perde Pisano, complice un blocco, sul corner che sfocia nel 2-1.

Belloni 6.5: Per distacco il migliore dell’Avellino nelle prime quattro giornate di campionato. Corre a più non posso su e giù sulla fascia destra ed anche quando sbaglia non smette di farlo andando a rincorrere gli avversari. Trova il primo gol in biancoverde con una rasoiata sporcata da Fossati.

D’Angelo 5.5: Lotta su ogni pallone, è sovrastato dalla maggior tecnica dei dirimpettai, ma non demorde. Prova pure a rendersi pericoloso in fase di conclusione, ma con scarsi risultati.

Paghera 5.5: Un bel cambio di campo per Belloni, nessuna paura di prendersi palla e responsabilità di impostare l’azione davanti ai suoi ex tifosi. Ma l’andamento è lento, con tanti passaggi in orizzontale e mai illuminanti (13' st Verde 5.5: Si posizione tra le linee, ma non riesce a rifornire il tandem d’attacco).

Gavazzi 6: Veneto in Veneto, parte bene dando vita a un bel duello con Romulo in fase di non possesso, cercando di accelerare i giri del motore irpino nelle ripartenze. Si fa male: distorsione al ginocchio sinistro, un vero peccato (32' pt Soumarè 6: al 52’ ha praticamente segnato. Ma tra lui è la prima gioia in biancoverde c’è super Nicolas. S’impegna e ci prova: da apprezzare).

Crecco 5: Pisano, Siligardi e Gomez, che spesso si sgancia per agire nella sua parte di campo, sono come Ferrari che lo sverniciano di continuo nel momento in cui si schiaccia sulla linea difensiva. Il Verona ha vita facile quando transita dalle sue parti e non per caso inizia a farlo con insistenza (7' st Asmah 5.5: Entra con la missione di guadagnare il fondo e mettere dentro qualche pallone invitante per le punte: non accade).

Ardemagni 5: Evanescente. C’è traccia di lui solo al 34’ ovvero nell'attimo in cui subisce fallo da rigore non ravvisato dal direttore di gara Illuzzi.

Mokulu 5: Inconcludente, impreciso, macchinoso.

Toscano (allenatore) 5: Non è certo colpa sua se i singoli sbagliano in maniera grossolana. Deve però trovare al più presto un assetto in grado di svincolare il centrocampo dalla dimensione né carne, né pesce, in tutte le fasi di gioco, con gli interpreti che ha a disposizione.

Hellas Verona (4-3-3): Nicolas 6.5; Pisano 7, Bianchetti 6, Cherubin 6.5, Souprayen 6; Romulo 7.5, Fossati 6, Bessa 6.5; Luppi 5.5 (13' st Zaccagni 6), Gomez 6 (23' st Ganz 6), Siligardi 6.5 (29' st Troianiello sv). All.: Pecchia 6.

Arbitro: Illuzzi della sezione di Molfetta 5.5.

Marco Festa - Inviato a Verona