Salerno

Piccola deroga per la rubrica sui doppi ex. In vista di Cesena-Salernitana, questa volta abbiamo avuto il piacere di intervistare un grande ex portiere come Emanuele Belardi, salernitano di Eboli ed ex calciatore dei romagnoli. Ecco la lunga intervista all’estremo difensore che in carriera ha militato con Reggina, Turris, Napoli, Modena, Catanzaro, Juventus, Udinese, Reggina, Pescara e Pune City (società indiana), collezionando in totale 243 presenze.

Che ricordo hai dell’esperienza di Cesena?

Ho militato per sei mesi a Cesena. Dopo le prime tre partite concluse tutte con ko, ricordo che fu chiamato Bisoli in sostituzione di mister Nicola Campedelli (altro doppio ex di Cesena e Salernitana, ndr). Io ero reduce da un problema al tallone d’Achille palesatosi durante un match di Coppa Italia, ma Bisoli mi chiese subito se ero disponibile a scendere in campo a Terni, nella gara che avrebbe segnato il suo esordio in panca. Facemmo 0-0 e fui protagonista con diverse parate provvidenziali. Fu una bella soddisfazione per me e fui capace di ritagliarmi spazio durante le gare successive. A gennaio me ne andai in quanto alcune persone in società non mantennero alcuni accordi. Personalmente do molto peso alle parole e decisi di andarmene, dal momento che vivevo gli ultimi anni di carriera con lo scopo di divertirmi”.

Pur essendo nativo di Eboli, non hai mai giocato a Salerno. Sei mai stato accostato alla Salernitana?

Non c’è mai stato nessun contatto. Negli anni più radiosi della mia carriera, la Salernitana militava a cavallo tra B e C, con situazioni societarie tutt’altro che floride. Io ho giocato tanti anni a Reggio Calabria, poi successivamente sono stato alla Juve ed all’Udinese. Non c’è stata mai la possibilità, anche se confesso che mi avrebbe fatto assai piacere giocare a Salerno. Sono di Eboli e tifo per la Salernitana”.

Hai visto alcune gare di Salernitana e Cesena finora?

Ho visto a sprazzi la gara giocata dalla Salernitana a La Spezia: in quella circostanza i granata furono bravi a mettere in pratica i dettami di Sannino. Si vide la mano del tecnico. Il Cesena ha un tecnico preparato come Drago e un ottimo organico. Personalmente non ho visto molto sui romagnoli. Mi sento di dire che il sintetico del Manuzzi è assai diverso rispetto a quello di Novara, campo sul quale la Salernitana ha incontrato difficoltà settimana scorsa”.

Come valuti Terracciano e, in generale, i portieri della B?

Durante la mia esperienza alla Reggina, ho avuto il piacere di essere allenato da Gigi Genovese. Credo che la sua presenza sia una garanzia ai fini degli insegnamenti che potrà impartirgli. Rispetto a quando giocavo io, i ritmi sono più alti e spesso si finisce per guardare la sostanza, piuttosto che la forma. Alcuni portieri pensano di meno ai fondamentali perché è difficile essere sul pezzo. Ritengo che Terracciano sia un portiere valido e reattivo, tra i migliori della categoria, insieme ad Agazzi e Nicolas. I tanti gol incassati possono essere addebitati al fatto che ancora non sia stata trovata la giusta intesa fra i componenti del reparto arretrato, cambiato drasticamente rispetto alla passata stagione”.

Di cosa ti occupi attualmente?

Ho una scuola calcio abbastanza radicata nel territorio e che sta conseguendo buoni traguardi a livello regionale. Non abbiamo affiliazioni in quanto sono stato capace di stringere parecchi rapporti durante la mia carriera. Abbiamo uno staff composto da undici allenatori e la nostra prerogativa è la seguente: non gettare fumo negli occhi”.

Corrado Barbarisi