Entusiasmo per la sua nuova avventura con la maglia del Cittadella, rispetto per l’Avellino, che in Serie B lo ha portato, ed i suoi tifosi. Andrea Arrighini è pronto ad affrontare da ex i biancoverdi, che ne detengono ancora la titolarità del cartellino ma che la scorsa estate lo hanno ceduto con la formula del prestito con diritto di riscatto in Veneto. L’attaccante pisano è carico in vista della sfida valevole per la quinta giornata del torneo Cadetto, in programma domani sera (ore 20:30) al “Partenio-Lombardi”, ed ha raccontato le sue emozioni a poche ore dal match nel corso di un’intervista a “0825”, il format di Otto Channel 696 interamente dedicato all’U.S. Avellino, in onda ogni domenica sera alle 21.
Arrighini, la ringraziamo innanzitutto per la disponibilità e cogliamo l'occasione per fare altrettanto con l'ufficio stampa del Cittadella.
“Grazie a voi”.
Doveroso iniziare questa intervista dallo strepitoso avvio di campionato del Cittadella, in testa a punteggio pieno dopo quattro giornate del campionato di Serie B. Sabato successo per 3-1 sul Novara. Un momento magico, ma immagino, non casuale.
“No, non lo è affatto. Qui lavoriamo con tranquillità, in un ambiente familiare. Riusciamo a lavorare in maniera produttiva tutti i giorni, grazie a una società che non ci fa mai mancare niente. In queste prime partite abbiamo espresso un buon calcio, andando in campo con umiltà e cercando di fare tutto quello che il mister ci chiede durante la settimana. Devo essere sincero: ci siamo meritati queste quattro vittorie. Fa piacere stare lassù, ma è chiaro che il campionato è appena iniziato ed è perciò bene stare con i piedi per terra e continuare ad approcciare l’impegno quotidiano come stiamo facendo”.
Facciamo qualche passo indietro: sei arrivato ad Avellino nell'estate 2014 con tante aspettative dopo una raffica di gol con il Pontedera. Contratto quadriennale, grandi aspettative, ma qualcosa poi non ha funzionato e a gennaio sei stato ceduto in prestito al Pisa. Cosa è mancato per metterti nelle condizioni di esprimere il tuo potenziale?
“Sono un ragazzo che vive seguendo i valori che mi ha trasmesso la mia famiglia. Mi prendo sempre le mie responsabilità. Sicuramente potevo fare qualcosa di più, soprattutto, essendo un attaccante, potevo fare meglio sul piano realizzativo. Ero arrivato con tutta la felicità possibile, desideroso di dimostrare il mio valore in Serie B, in una piazza importante con un pubblico eccezionale qual è quello dell’Avellino. A livello di prestazioni non mi rimprovero niente, ma sono mancati i gol che volevo e purtroppo, a gennaio del 2015, la società ha deciso di mandarmi a giocare prendendo Trotta. La scelta si è rivelata francamente azzeccata. Mi dispiace soltanto una cosa: che in questi due anni andando a giocare in Lega Pro mi ero molto riscattato tornando quello di Pontedera e pensavo e speravo che almeno l’opportunità di potermela giocare, almeno in ritiro, ci fosse. Così non è stato, la società ha preferito fare altre scelte e io devo ringraziare il direttore sportivo Marchetti che dopo avermi seguito per tutto l’anno, nella scorsa stagione, ha puntato forte su di me, mi ha voluto a tutti i costi e dopo varie settimane siamo riusciti a trovare l’accordo tra Avellino e Cittadella. Le troppe aspettative mi hanno teso un tranello come si dice qui in Toscana e dispiace perché avrei voluto dimostrare il mio valore. Ma mai dire mai”.
Arriviamo a questa estate: era fatta per il tuo ritorno al Cosenza, poi un vizio di forma ha fatto saltare il trasferimento e sei approdato al Cittadella. Come hai vissuto questa situazione singolare, che si è conclusa nel migliore dei modi per te, ovvero con una nuova chance in Serie B.
“Il riscatto del Cosenza è stato quasi inaspettato. Ero in costante contatto con mister Roselli. Da un giorno all’altro mi chiamò il mio procuratore per dirmi che il presidente Guarascio mi aveva riscattato e rimasi perplesso. Ero comunque contento e motivato di ripartire da Cosenza, dove mi sono trovato benissimo. Dopo due o tre giorni la Lega, tramite il mio agente, mi ha fatto sapere che non se ne sarebbe fatto niente perché erano state sbagliate delle carte, una materia in cui non sono molto ferrato. Quando sono tornato di proprietà dell’Avellino ho ripreso i contatti con il direttore sportivo Marchetti, che da un mese mi seguiva e mi voleva a tutti i costi. Nel momento in cui c’è stata l’opportunità di andare in Serie B ho voluto fortemente il Cittadella perché volevo riscattarmi e dimostrare che posso giocarmela anche questa categoria”.
L'Avellino ti ha ceduto con la formula del prestito con diritto di riscatto in favore del Cittadella a cui ti sei legato con un accordo di quattro anni. Hai già trovato la via della rete con la nuova maglia in occasione del netto 5-1 con cui avete sbancato il “Piola” di Vercelli. Dove vedi il tuo futuro.
“Penso solo al futuro a breve termine. A lavorare ogni giorno, col massimo impegno, qui a Cittadella. Ci sono tutti i presupposti per poter fare un buon campionato. Spero di continuare ad esprimermi sui miei livelli anche grazie ad un modulo che mi esalta; di continuare a segnare dopo aver festeggiato la prima rete. Poi, a fine anno, tireremo le somme”.
Veniamo alla stretta attualità: domani torni al “Partenio-Lombardi” da ex, dopo averlo fatto in amichevole con il Cosenza la scorsa estate. Affronterete un Avellino a secco di vittorie dallo scorso 30 aprile. Che partita ti aspetti e che idea ti sei fatto sull'Avellino di questo inizio di stagione.
“Deve essere sincero: torno con molto piacere. Oltre a dei compagni di squadra ho lasciato degli amici come Gigi Castaldo, Frattali e D’Angelo. Ho molto piacere di rivederli. Sarà una partita molto dura. La Serie B è un campionato strano e la classifica non è indicativa, soprattutto dopo poche giornate: non vuol dire niente la posizione attuale, bugiarda, dell’Avellino, che ha pagato una partenza complicata probabilmente per il cambio di modulo e i tanti nuovi arrivi, che hanno bisogno di amalgamarsi. L’Avellino ha dei valori importanti, dei giocatori importanti per la categoria: avrà voglia di riscattarsi dopo la sconfitta di Verona. Troveremo già di per se, avendolo vissuto, un ambiente caldo garantito da una tifoseria eccezionale. Affronteremo una squadra che avrà voglia di riconquistarsi la fiducia dei suoi tifosi e di conquistare la vittoria con tutte le armi possibili”.
Inevitabile una domanda che genererà gli scongiuri dei tifosi biancoverdi: dovessi segnare, esulteresti?
“No. Abbraccerei i miei compagni come faccio ad ogni gol che faccio. Non farei esultanze particolari: porto rispetto a una società che quattro anni fa mi ha tesserato, ma soprattutto della tifoseria. Il rispetto è la prima cosa”.
Con questo è tutto, grazie ad Andrea Arrighini. Ci vediamo domani.
“Grazie a voi, arrivederci”.
Foto: usavellino.club
Marco Festa