Salerno

All'indomani del buon pareggio conquistato dalla Salernitana a Cesena, la nostra redazione ha contattato il ds della Salernitana Angelo Fabiani.

Direttore, solo un pareggio a Cesena.

Abbiamo raccolto un buon punto. C'erano tre partite ravvicinate, il turn over si rendeva necessario. E' chiaro che bisognava prepararsi in un certo modo alla gara. Sono abbastanza soddisfatto perchè siamo stati ben quadrati in campo contro una squadra importante come il Cesena, che tra l'altro aveva il dente avvelenato perchè veniva da una sconfitta. Anche noi venivamo da due sconfitte ed era importante muovere la classifica, quindi va bene così”.

Anche la tifoseria è contenta del pareggio, ma è insoddisfatta per il gioco espresso al “Manuzzi”, senza praticamente impensierire il portiere avversario.

Non giudico in questa gara l'importanza di tirare in porta o meno. Si giocava contro una formazione che ambisce al salto di categoria, di conseguenza era il Cesena che doveva fare la partita, non la Salernitana. Il nostro compito era di contenerli e ci siamo riusciti con ordine tattico. Non mi è dispiaciuto il lavoro svolto dai vari reparti, compreso l'attacco, almeno finchè le gambe hanno tenuto. D'altronde anche loro non è che abbiano avuto clamorose palle gol “.

Alla squadra di Drago è andato il pallino del gioco.

Questo è vero in parte. Ci sono stati almeno venti minuti nel secondo tempo che la Salernitana ha fatto vedere qualcosa di buono sotto il profilo del gioco, ma di fronte avevamo un signor avversario”.

E' contento dell'operato dell'allenatore?

Sannino sta facendo un lavoro importante, un lavoro di crescita. E' chiaro, se vogliamo giudicarlo per i risultati possiamo trovare qualsiasi forma di critica. Per quanto riguarda noi addetti ai lavori, la crescita la vediamo sotto altri punti di vista”.

Insomma è ottimista per il futuro?

La squadra ha ampi margini di crescita, bisogna lavorare e basta se vogliamo raccogliere anche i risultati. Lasciamo stare i processi. Io non mi esalto quando le cose vanno bene, al tempo stesso non mi abbatto nei momenti di difficoltà”.

Nell'ultima intervista rilasciata alla nostra redazione disse che voleva undici assatanati in campo.

E ieri li ho visti. Prendiamo ad esempio Joao Silva, rivedetevi la partita e soprattutto che lavoro oscuro ha fatto sul versante d'attacco. Ha pressato tutti, sempre in movimento, ha fatto alzare la squadra, certo non ci sono state azioni pericolose sotto la porta avversaria, ma loro raddoppiavano su di lui e su Rosina. D'altronde dovevamo rischiare il meno possibile, senza scoprirci troppo per evitare le loro ripartenze, con Djuric lì davanti, che ti poteva creare problemi. Aspettavamo l'occasione propizia per colpire e questa purtroppo non c'è stata anche per il valore dell'avversario”.

Maurizio Grillo