Terzo pareggio su cinque partite, prima gara senza subire reti, piccolo passo in avanti in classifica e allenatore soddisfatto della prova offerta dalla sua squadra. Messa così, lo 0-0 di Cesena va archiviato con gioia ed ottimismo, soprattutto perchè i granata hanno affrontato un avversario che punta senza mezzi termini al salto di categoria e che, tra le mura amiche, è quasi imbattibile per tutti. In realtà il pareggio di lunedì sera ha fatto storcere il naso a molti tifosi, convinti che l'atteggiamento remissivo della squadra penalizzi oltremodo i calciatori di maggior talento, costretti a sacrificarsi in fase di non possesso dal primo al novantaquattresimo e ad agire lontanissimo dalla porta. Anche la formazione iniziale non ha convinto del tutto: tenere fuori contemporaneamente Zito, Odjer, Coda e Donnarumma è parso azzardato, ma Sannino è andato a Cesena per non perdere ed ha raggiunto l'obiettivo pur aiutato da quel pizzico di fortuna che nel calcio non guasta mai. Analizziamo di seguito i pro e i contro dello 0-0 del Manuzzi:
Cosa ha funzionato:
-porta finalmente inviolata. Solo contro il Benevento, la Salernitana era riuscita a non subire reti in gare ufficiali. Bravo Terracciano nel primo tempo, attenta la retroguardia nella ripresa soprattutto dopo l'ingresso di Tuia, un po' di buona sorte quando un tiro a botta sicura di Garritano è stato salvato sulla linea da un proprio compagno di squadra. E' dalla fase difensiva che bisogna ripartire, nelle prime quattro giornate gli errori erano stati copiosi ed evitabili
-lo spirito di sacrificio dei calciatori. Rosina, Joao Silva ed Improta hanno capito che di palloni non ne sarebbero arrivati e si sono "adeguati" all'andamento della gara utilizzando le loro energie per aiutare la fase difensiva. Con quest'atteggiamento si può andare molto lontano, una squadra forte deve anche saper soffrire
-il risultato. Su una cosa ha ragione Sannino: se è il punteggio finale ad orientare i giudizi, bisogna applaudire la squadra per lo 0-0 di Cesena. Il "Manuzzi" è un fortino per i bianconeri, aver fermato i ragazzi di Drago dopo i buoni pareggi con Spezia e Verona è comunque un dato rilevante
Cosa non ha funzionato:
l'atteggiamento. Andare a Cesena puntando al pareggio non è certo sbagliato, ma rinunciare ad attaccare per 94 minuti è parso azzardato. A metà ripresa, i padroni di casa sembravano in affanno e lì poteva essere utile inserire uno tra Coda e Donnarumma. Zero tiri in 90 minuti così come a Novara, poco meglio a La Spezia con due conclusioni nello specchio. Il lavoro in fase offensiva dev'essere assolutamente ottimizzato
-il nervosismo di Schiavi. Il centrale ha fatto una discreta partita a cospetto di giocatori forti, ma a metà primo tempo ha colpito senza motivo un avversario con una gomitata: l'arbitro avrebbe potuto fischiare il rigore e mandarlo anzitempo sotto la doccia. Già l'anno scorso (e contro il Verona) è andato incontro a comportamenti fuori dalle righe, non può passare inosservato quanto accaduto lunedì solo perchè Serra non ha decretato il penalty
-il reparto offensivo. Quando si dice "palloni alle punte non ne arrivano, come fanno a segnare?" si va incontro ad un'eresia. Djuric, tanto per fare un esempio, ha dimostrato di essere bravo perchè le occasioni se le creava da solo e con disarmante agilità nonostante il fisico possente. Giusto concedere un turno di riposo a Coda e Donnarumma (prove insufficienti per entrambi nelle prime quattro gare, un po' meglio l'ex attaccante del Parma), ma Joao Silva e Improta, pur generosissimi e apprezzabili per lo spirito di sacrificio, non hanno inciso negli ultimi 20-25 metri.
Gaetano Ferraiuolo