Salerno

Hanno passato la notte sui tetti una ventina di operai delle Fonderie Pisano, accampati con tende d'emergenza, sotto di loro il materasso gonfiabile allestito dai vigili del fuoco che sono rimasti a vegliarli per scongiurare il peggio. Sono ancora lì in presidio anche ora sotto la pioggia, accanto, in strada in via dei Greci, gli altri dipendenti, ancora incatenata ai cancelli della fabbrica poi c'è la moglie dell'operaio che da ieri protesta con tenacia anche lei per la decisione dell'azienda di mettere in mobilità i 120 lavoratori delle Fonderie.

E' arrivato sul posto questa mattina il segretario regionale della Fiom Campania Andrea Amendola “qui c'è disperazione – ha precisato – arrivano i licenziamenti e non ci sono risposte, questo è l'unico modo che hanno per dimostrare la propria rabbia e noi siamo sempre con loro, perchè non venga chiusa un'attività produttiva e allo stesso tempo sia tutelata la salute dei cittadini, ma bisogna fare presto”. Nessuna novità intanto dall'azienda che ha sorpreso tutti con questo procedimento drastico. “Si tratta di una crisi anomala – ha chiarito Amendola – qui abbiamo un'azienda che ha lavoro e rischia la chiusura, siamo di fronte ad un passaggio molto delicato, speravamo che dopo le indagini della magistratura ci fosse una riapertura. Intanto il 27 andremo a Roma al Mise, vogliamo che vada avanti il progetto di delocalizzazione, mantenendo sempre i due imprescindibili diritti salute e lavoro che non devono mai contrapporsi, ovviamente serve una struttura che non abbia un impatto dannoso sull'area limitrofa, con nuovi macchinari e controlli implementati”.

Sara Botte