“Sotto i tetti di alcune abitazioni di Via Iandoli, mi è stata segnalata da alcuni residenti la presenza di topi. Girando per il rione - a parlare è il presidente del comitato di quartiere: “Lungosabato Bacchelli nel Cuore”, Nicola Palazzo - ho visto vicino ad un parete di un fabbricato un topo che si stava arrampicando e la sua meta è stata il sottotetto. Subito dopo, un topolino ha fatto capolino da una fessura. Sotto quel tetto, sicuramente ci sarà un’intera famiglia e ogni famiglia è composta da almeno un maschio e tre femmine. E’ il conosciutissimo Rattus rattus il topo dei tetti. L’altro giorno, ho chiesto l’intervento dell’Asia, nella strada ne giaceva uno, ancora, sanguinante, coperto da mosche, forse investito da qualche auto a pochi metri da una abitazione dove ci sono bambini.
Di lui abbiamo un terrore atavico, visto come portatore di peste bubbonica (non sapevamo che in realtà era la sua pulce a trasmetterla),causa delle terribili pestilenze del Medio Evo, da allora in realtà è riuscito a conquistarsi una vasta nicchia ecologica in Europa, proprio perché noi uomini avevamo “demonizzato” il gatto, suo predatore naturale. Avere un gatto in casa significava essere un adoratore del demonio, ed ecco che il nostro” ratto delle navi” trova nel nostro paese; palme bellissime, altissimi pini e scogliere sicure, tetti delle nostre case dove costruire il proprio nido. È un abilissimo arrampicatore, che continua a espandersi tranquillamente in tutte le regioni con clima tropicale e sub-tropicale Nelle nostre città, abita giardini e parchi urbani e, negli edifici colonizza in particolar modo le parti alte come le soffitte e i tetti (da qui il nome : Ratto dei tetti). Da dove entra? Attraverso porte lasciate aperte, camini, e addirittura dalle fessure create per i cavi di alimentazione causando pericolosi corti circuiti. Essendo un abilissimo arrampicatore può risalire le tubazioni verticali. Essendo come dicevamo, prevalentemente arboricolo - ha continuato Palazzo - costruisce i suoi nidi grandi e di forma globulare sugli alberi (di preferenza palme e pini) imbottiti dalle femmine, poco prima del parto, con una grande quantità di materiale morbido, come foglie secche e muschio ma quando abita i nostri sottotetti non disdegna carta , plastica e tessuti.
Chiediamo con la massima urgenza un intervento dell’Asl o a chi di dovere. Per ostacolare l'insediamento di ratti e topi è necessario garantire condizioni igieniche ottimali, ed in particolare: eliminare ogni possibilità di alimentazione dei topi, di depositare crocchette o cibo vicino alle abitazioni contenitori di rifiuti privi di coperchi; smaltire correttamente i rifiuti solidi urbani all'interno degli appositi contenitori, evitandone il deposito a terra e garantire la costante pulizia e manutenzione delle aree verdi”.
Redazione Bn