Due processi, un imputato comune: l'ex direttore amministrativo dell'Asl Felice Pisapia. Personaggio chiave, con le sue registrazioni, dell'inchiesta del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza sull'Azienda sanitaria. Questa mattina era in programma l'udienza del giudizio relativo al troncone iniziale dell'attività investigativa, quello sui mandati di pagamento. Ma l'avvocato Vincenzo Regardi, che assiste Pisapia, ha chiesto, incrociando il consenso degli altri difensori ma non del legale dell'Asl, parte civile, di riunirlo a quello che riguarda il filone politico, nel quale è stata chiamata in causa la parlamentare Nunzia De Girolamo. Lei ed altre sette persone sono state spedite dinanzi al Tribunale il prossimo 3 novembre, quando il collegio deciderà se, appunto, inglobare in uno i due processi o farli procedere, parallelamente, ciascuno per conto proprio.
Il processo per i mandati di pagamento, nei quali l'accusa è rappresentata dal pm Miriam Lapalorcia, è a carico, oltre che di Pisapia, 47 anni, di Federico Russo, 70 anni, di Torre Annunziata, all'epoca dirigente dell’Unità operativa Farmaceutica dell’Asl; Michele Galietta, 39 anni, di Melizzano, ex amministratore di diritto della società ‘Migapi Soluzioni srl’; Ercole Nittolo, 45 anni, di Aiello, in provincia di Avellino, amministratore di fatto della ‘Matrix srl’; Antonio Ionno, 51 anni, di Molinara, amministratore di diritto delle società ‘Gerim A di Ionno Antonio &C sas’ e ‘New Center sas’; Giovanni Rocco Cirocco, 60 anni, di Molinara, amministratore di fatto delle società ‘Gerim A di Ionno Antonio &C sas’ e ‘New Center sas’; Giovanni Sgueglia, 47 anni, di Santa Maria Capua Vetere, amministratore di diritto della ‘Admin Group’; Giulio Carpinelli, 50 anni, di San Marco dei Cavoti, già rappresentante legale della Modisan, che si era dimesso dalla carica dopo un avviso di garanzia che gli era stato notificato nel gennaio 2013; Angelo Piteo, 54 anni, amministratore di fatto della 'Modisan', di San Marco dei Cavoti, domiciliato a Termoli.
Le accuse: truffa, peculato (solo per Pisapia e Russo), tentata truffa (solo per Pisapia, Piteo e Carpinelli). Nel mirino 1 milione e 400mila di euro che l'Asl avrebbe sborsato a sei società tra giugno 2009 e aprile 2012 per prestazioni che non sarebbero mai state eseguite o lo sarebbero state solo parzialmente. Le cifre: 73.450 euro per la ‘Migapi’; 112.350 per la ‘Matrix’; 33.600 euro per la ‘Gerim’; 72mila per la ‘Admin Group’, 391.853 per la ‘New Center’; 665.068 per la Modisan.
Sono impegnati nella difesa gli avvocati Angelo Leone, Vincenzo Sguera, Elio D'Aquino, Giuseppe Saccone, Camillo Cancellario, Carlo De Stavola, Domenico Rossi, Guglielmo Ventrone. Per l'Asl l'avvocato Roberto Prozzo, oggi sostituito dall'avvocato Antonella Chessa
L'altro processo, disposto dieci giorni fa dal gup Roberto Melone, vede imputati lo stesso Pisapia, Nunzia De Girolamo, 41 anni, Michele Rossi, 63 anni, Gelsomino Ventucci, 64 anni, all'epoca direttore generale e sanitario dell'Azienda, Arnaldo Falato, 58 anni, ex responsabile budgeting dell'Asl, Giacomo Papa, 43 anni, Luigi Barone, 37 anni, collaboratori della De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano, 47 anni.
Le accuse, alcune delle quali formalizzate dopo l'imputazione coatta disposta ad aprile dal gip Flavio Cusani, che aveva detto no alla proposta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.
Il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Queste le vicende finite nel mirino degli inquirenti, emerse dalle registrazioni. effettuate nell'estate del 2012 da Pisapia nell'abitazione paterna dell'allora deputata Pdl De Girolamo.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Angelo Leone, Salvatore Verrillo, Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera, Roberto Prozzo, Claudio Botti, Domenico Di Terlizzi, Mario Verrusio, Gaetano Coccoli, Paolo Abbate, Emilio Perugini e Luigi Supino. Per De Masi e il Fatebenefratelli, parti civili, gli avvocati Giovannina Piccoli e Gerardo Orlando.
Esp