Il campionato non finisce oggi, ma sarebbe davvero il caso che inizi. Allo stadio “Menti” di Vicenza (ore 15) l’Avellino deve tirare fuori le zanne per issarsi dall’ultimo posto in classifica; per evitare che le apprensioni si moltiplichino insieme alle critiche amplificando l’effetto sabbie mobili. La vittoria è un’ossessione che tormenta pensieri e stati d’animo dal 30 aprile scorso: si giocava, come adesso, fuori casa. La Viruts Lanciano fu piegata dai gol di Mokulu e Joao Silva, solo parzialmente replicati da un tap-in di Salviato. Da allora l’ottimismo dell’ambiente è crollato in maniera verticale; sprofondato per quella sola festa da tre punti nelle ultime diciotto partite. Minata la fiducia nel progetto irpino al punto di far passare in secondo piano ciò che è però ineluttabile. Ovvero che, contro il Cittadella, l’Avellino ha palesato importanti segnali di crescita, frustrati dal rigore fallito da Ardemagni e dal beffardo centro dell’ex Arrighini. Dalle sensazioni positive bisogna passare ai fatti. “Ho le spalle larghe, non posso permettermi di preoccuparmi di ascoltare le polemiche sul mio conto. Devo concentrarmi sui ragazzi” ha commentato, lucidamente, il tecnico dei lupi Domenico Toscano, che è però il primo ad essere consapevole della autentica necessità di piazzare un successo: fondamentale sotto il profilo dell’autostima, non di meno per quello della graduatoria.

Tra il dire e il fare ci sono da gestire assenze pesantissimeLasikGavazzi e Castaldo non sono tre qualunque in attesa dei recuperi di Migliorini e Molina (out pure Tassi e D’Attilio, quest’ultimo per scelta tecnica). Di certo, i forfait, non possono e non vogliono rappresentare un alibi. Equilibrio e pericolosità sono le due parole chiave che hanno accompagnato i pochi giorni di preparazione garantiti da un calendario infernale, con tre gare in otto giorni. Il modulo non cambia: 3-5-2. In mediana si proverà l’iniezione di fisicità ed esperienza con il ritorno di Jidayi da perno centrale o, al massimo, da mezzala destra. Alla sua sinistra, nella linea a cinque di centrocampo completata da Belloni e Asmah sulle corsie laterali, ci sarà con ogni probabilità Crecco. L’ultimo posto nel pacchetto interni se lo contendono Omeonga, tra i migliori in campo martedì scorso, e Paghera, favorito e pronto ad alternarsi in cabina di regia con l’italonigeriano. Decisamente alte le chance di un turno di riposo per capitan D’Angelo. In attacco Toscano è stato invece perentorio: “Giocano Mokulu e Ardemagni”. A meno di clamorosa pre-tattica, che si concretizzerebbe con l’impiego di uno tra Verde e Camarà come partner di una delle due prime punte, largo all’artiglieria pesante. Difesa confermata in blocco, nonostante il recupero di FrattaliRadunovic tra i pali; Gonzalez – Djimsiti e Diallo linea tre nelle retrovie.

Dall’altra parte del campo Lerda, in versione vulcano esplosivo nella conferenza stampa della vigilia, con tanto di tiratine d’orecchie ad un cronista per via del suo cellulare rumoroso, sembra orientato al passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3 con cui il Verona, con complicità biancoverde, ha fatto male, e non poco, a D’Angelo e compagni una settimana fa. Due i ballottaggi da risolvere: il primo è tra Vita e Di Piazza per l’esterno d’attacco destro; il secondo tra Raicevic e Cernigoi per il ruolo di punta centrale.

Grande attenzione sul fronte ordine pubblico, con precise disposizioni da parte della Questura di Vicenza per evitare contatti tra le tifoserie in un match ritenuto ad elevato profilo di rischio dopo qualche schermaglia negli ultimi precedenti.

Arbitra l’incontro il signor Gianluca Aureliano della sezione di Bologna: con lui l’Avellino ha vinto quattro volte, pareggiato tre e perso due. Dal cambio infruttuoso di panchina, qualche giorno fa, ai precedenti favorevoli del prossimo direttore di gara. Sì, ci si aggrappa a tutto, nell’auspicio che il lupo torni a mordere e a catturare la virtuale preda.

Vicenza – Avellino: le probabili formazioni.

Stadio “Menti” (ore 15)

Vicenza (4-3-3): Benussi; Zaccardo, Esposito, Bogdan, Pucino; Signori, Bellomo, Siega; Galano, Raicevic, Vita. A disp.: Vigorito, Fontanini, Smith, Di Piazza, Urso, Bianchi, Cernigoi, Fabinho, H'Maidat. All.: Lerda.

Squalificati: Adejo.

Indisponibili: D'Elia, Giacomelli, Rizzo.

Ballottaggi: Vita - Di Piazza: 60% - 40%; Raicevic – Cernigoi: 60% - 40%.

Avellino (3-5-2): Radunovic; Gonzalez, Djimsiti, Diallo; Belloni, Paghera, Jidayi, Crecco, Asmah; Ardemagni, Mokulu. A disp.: Frattali, Perrotta, Verde, D’Angelo, Omeonga, Soumarè, Donkor, Bidaoui, Camarà. All.: Toscano.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Castaldo, Lasik, Gavazzi, Migliorini, Molina, Tassi.

Altri: D’Attilio, Offredi.

Ballottaggi: Paghera - Omeonga: 51% - 49%; Ardemagni - Verde: 80% - 20%.

Arbitro: Gianluca Aureliano della sezione di Bologna. Assistenti di linea: Vincenzo Soricaro della sezione di Barletta e Claudio Lanza della sezione di Nichelino. Quarto uomo: Diego Provesi della sezione di Treviglio.

Marco Festa - Inviato a Vicenza