Salerno

L'arcivescovo di Salerno Luigi Moretti ha incontrato la stampa per chiarire la sua posizione e stilare un bilancio sui festeggiamenti in onore di San Matteo, patrono della città. “Non considero giusti i titoli ‘guerra tra Comune e Curia’ o ‘Peppone e don Camillo’- ha precisato Moretti - non so se c’è Peppone ma sicuramente non c’è don Camillo. Con il Comune ci sono stati vari incontri organizzativi in cui si ragionava per un cammino comune tra Municipio e Curia. Un protocollo di intesa sulla processione ma anche su altre cose. Moretti ha poi continuato: “quest’anno abbiamo confermato quello che era stato definito lo scorso anno con il Comune (alla processione partecipò Eva Avossa vice sindaco al pontificale il Governatore della Regione Campania). Quando è stato eletto Napoli gli ho fatto gli auguri con la promessa di incontrarci.

Non sono Don Camillo che vuole fare la guerra. Io ho sperimentato esperienze collaborative, non so per quale motivo la Provincia, ad esempio non ha partecipato alla benedizione del Comune. Lo scorso anno c’era la dottoressa Avossa ed anche altri. Quest’anno sono entrato e non c’era nessuno. Ho pensato a quando andavo a benedire le famiglie. A volte vai e trovi la famiglia altre volte il portiere ti da la chiave e benedici la casa vuota. Ho trovato il Comune vuoto”. Il monsignore ha poi concluso con un messaggio distensivo “io sono per lavorare per e non contro. Quello che è successo è passato. E’ interesse mio costruire quello che può essere utile per tutti. Dobbiamo creare un discorso di sinergia e collaborazione per i giovani, le famiglie disagiate.

De Luca? L’ho incontrato più volte ma sono tre anni che non ci parlo. Mi auguro che da domani possiamo costruire qualcosa che sia di aiuto per i cittadini di Salerno.Ho timore che tutta questa panna montata si è costruita su interpretazioni senza fondamento. Il fatto che ho scelto di non entrare in Comune non è perché sono contro. Ho detto di trovare una manifestazione idonea”.

Redazione Salerno