Benevento

Da urlo, da raccontare ai nipotini tra qualche anno davanti al camino. Quasi da non crederci. Quattro gol al Bari davanti ai suoi tifosi, viene da chiedere se sia tutto vero. Il Benevento gioca una partita praticamente perfetta, ritmo incessante, raddoppi di marcatura, scambi in velocità. Ci sarebbe quasi da montarsi la testa, ma Baroni sa bene che la cosa migliore è rimanere coi piedi per terra.

CHE EMOZIONE. Un viaggio sulla luna, si sale sull’astronave di Renzo Piano. Toglie il fiato il San Nicola, qui c’è profumo di serie A, si avverte ancora la “grandeur” dei Mondiali del 90. Qualche manufatto paga il segno del tempo, ma il complesso appare maestoso sin dall’arrivo dall’autostrada. Batte il cuore, ci si stropiccia gli occhi: qui si ha la reale contezza del salto di qualità che s’è fatto salendo in serie B. Sorprende che a sopportare meglio la tensione sia proprio la squadra sannita. “Camiseta” bianca, con una banda giallorossa trasversale sul petto, sono le nuove maglie da trasferta. Baroni si consente un po’ di turn over. Rientrano, come era stato largamente annunciato, Melara e Ceravolo. 4-2-3-1 con una sola punta in avanti: Melara è a destra, Ciciretti al centro, a sinistra c’è Pajac per la prima volta in campo dal primo minuto. E’ il Bari ad avvertire di più la pressione del suo gran pubblico, così i giallorossi si portano ripetutamente nell’area barese.

ATTACCO SPUNTATO. Non sembra di ferro la difesa di Stellone, ma il Benevento manovra tanto bene fino al limite dell’area così come appare leggero nelle conclusioni. Ci prova Lucioni al 4’ con una mezza girata come quella del gol annullato martedì scorso, poi Ciciretti da fuori e ancora col biondo della Magliana imbeccato alla grande da Pajac a sinistra. Le occasioni non si contano per il Benevento, che costruisce tantissimo, ma spreca in quantità industriale come quando Melara ha sul sinistro la palla comoda da spingere dentro e la spedisce in curva. Il Bari sembra avere grandi difficoltà ad imporre il suo gioco, prova con le ripartenze, ma il Benevento è sempre attento. Tranne che al 12’ quando sull’incursione di Furlan a sinistra, Venuti commette un fallo su cui l’arbitro sorvola. Un pizzico di buona sorte non guasta. Il bandolo del gioco è sempre nelle mani della strega, che è persino bella a vedersi, ma non sa sbloccare il risultato.

LA MOSSA VINCENTE. Se ne accorge Baroni, che nelle ripresa cambia modulo e un uomo: entra Cissè al posto di Pajac e si passa al 4-4-2. Ciciretti torna a destra, Melara va a sinistra. E’ la mossa vincente. Il Benevento si impossessa sempre di più del centrocampo, Buzzegoli e Chibsah travolgono gli omologhi Valiani e Fedele, non c’è quasi lotta. E’ un tourbillon di azioni. Manca solo il gol. Che per poco non arriva sull’altro versante. Cragno però è sempre più una sicurezza e va a tamponare la giocata di Maniero. E allora il gol giallorosso deve per forza arrivare. Ichazo stende Ceravolo e il rigore è netto. Lo batte lo stesso attaccante giallorosso che è ancora all’asciutto di gol: battuta sotto la traversa e strega in vantaggio. Il Bari la paga, non trova spazi, in compenso li lascia agli avversari. E così al 29’ arriva il raddoppio. Cissè serve Buzzegoli al centro, botta secca e 2 a 0. E’ delirio giallorosso, non c’è quasi più partita. Cinque minuti dopo il ricamo di Amato Ciciretti fa andare in brodo di giuggiole i 1.200 tifosi presenti. Il pallone arriva sempre da Cissè, il “Cicero” accarezza il pallone di destro e infila nell’angoli. Game over. Anche per il Benevento che tira i remi in barca e lascia qualche occasione alla squadra barese. C’è sempre Cragno però che ha voglia di fare il fenomeno: lui è un muro, non ce n’è per nessuno. E così arriva pure il quarto gol. Nientemeno che da Jakimovski, l’ex, l’oggetto misterioso che qui deridono. E’ vero che a fare tutto è sempre Ciciretti che “scherza” con i difensori sulla destra e poi dà al macedone per il facile tap in. Ma il finale è tutto un dolce al miele per i tifosi giallorossi. Un 4 a 0 fuori casa è da guinnes, a Bari è un’impresa da ricordare. 

Franco Santo