Ciro Ginestra è un doppio ex di Spal e Salernitana: 33 presenze e 10 gol con gli estensi nella stagione 1998-99, 52 presenze e 21 gol con i granata tra il 2012 ed il 2015. Lo abbiamo intervistato in vista del match di sabato, sottolineando anche un dato statistico importante: con entrambe le compagini ha vinto la Coppa Italia di Lega Pro.
Cosa ti ha lasciato in dote l’esperienza di Ferrara?
“Ho ricordi bellissimi. Ero reduce dalla stagione vissuta a Venezia tra la Primavera e la prima squadra. Mister Novellino mi concesse la possibilità di esordire in B coi lagunari, ma, dopo la promozione in A, conseguita tra l’altro insieme alla Salernitana, fui ceduto alla Spal per farmi le ossa e vivere il primo campionato vero della mia carriera. Fui bravo a ripagare la fiducia che venne riposta in me, segnando dieci reti. Arrivammo a due punti dai playoff guidati in panchina da De Biasi, attuale CT dell’Albania, e vincemmo la Coppa Italia di categoria. Il mister mi volle anche nella successiva parentesi della mia carriera vissuta a Modena, quando vincemmo il campionato di C1 2000-01. Con me alla Spal c’erano grandi colleghi di reparto quali Emanuele Cancellato e Fabio Lucidi”.
Se Ferrara è stata l’alpha della tua carriera, Salerno è stata l’omèga…
“Sì, Salerno è stata l’ultima grande tappa della mia carriera. Arrivai in Seconda Divisione dopo aver vinto il titolo di capocannoniere della Prima Divisione, ma sapevo di essere giunto in una piazza eccezionale e che quindi il discorso sulla categoria era davvero superfluo. Ho vissuto quattro anni magnifici lì: due anni e mezzo da calciatore (promozione in Prima Divisione e vittoria in Coppa Italia di Lega Pro), un anno e mezzo da allenatore delle giovanili. Il gol al quale sono rimasto maggiormente affezionato è quello segnato in casa contro il Lecce (prima giornata in Prima Divisione, 1 settembre 2013): cross dalla destra di Luciani, stacco di testa perentorio tra Vinetot e Martinez e palla in fondo al sacco. Con quella rete pareggiammo l’iniziale vantaggio siglato da Miccoli: in seguito vincemmo per effetto del 2-1 messo a segno da Siniscalchi. Un altro gol importante fu quello segnato al Pontedera, fra le mura amiche: eravamo in un momento difficile e segnai con un colpo da calcetto. Ho avuto la fortuna di fare tantissimi gol sotto la Curva Sud, ma ogni volta provavo una emozione fortissima. Il tifo dell’Arechi è da brividi”.
Come giudichi l’avvio stagionale della Salernitana?
“Ho visto la gara contro il Cesena. Ritengo che i granata siano una buona squadra, allestita con raziocinio. Le singole individualità possono risolvere le contese equilibrate in qualsiasi momento. Ora che sono dall’altra parte della barricata, sto comprendendo tutte le difficoltà che un allenatore può riscontare nell’amalgamare un gruppo alle proprie dipendenze. Sannino è un tecnico serio e preparato: bisogna dargli fiducia e sicuramente farà un campionato importante”.
Infine cosa ci dici per quanto concerne la tua esperienza da tecnico della Sangiovannese?
“Non poteva esserci esperienza formativa migliore per me. Lavoro in una piazza tranquilla, che non dà pressioni neppure quando i risultati non arrivano. Ho una squadra con una età media bassissima: basti pensare che recentemente abbiamo giocato una partita con tre ’96, due ’97 e due ’98 in campo! Ho a mia disposizione diversi elementi provenienti dal settore giovanile della Salernitana (Tarallo, Amabile, Infante e Zulli). Il nostro obiettivo è centrare una salvezza tranquilla e contiamo di conseguirlo quanto più rapidamente possibile”.
Corrado Barbarisi