Benevento

Parafrasando le Storie di Tito Livio, “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” («Mentre a Roma si discute,?Sagunto viene espugnata»). Un paragone certamente ingombrante, ma che rende più o meno l’idea di quanto sta avvenendo nel Sannio sul fronte del trasporto pubblico locale. Denunciato con forza da Antonella Bellonia, presidente del comitato tpl del Fortore. Protagonista ieri, insieme ad altri viaggiatori, di una protesta nei pressi del terminal autobus del capoluogo sannita. Le persone dirette a Napoli, lungo la tratta che dal Fortore conduce al capoluogo partenopeo, non possono salire sugli autobus Etac alla fermata di Benevento. Quelle che hanno provato a farlo, ieri, sono state invitate a scendere dal mezzo dal personale dell’azienda. Motivo? «Il braccio di ferro in corso da tempo fra la Mot.Tam e la stessa Etac con la Provincia di Benevento. JUn fatto non nuovo per una situazione che da tempo abbiamo denunciato - le parole di Bellonia -. Il rischio per l’Etac è quello di incappare in un’altra multa, e giustamente l’aziende si tutela». E dunque si torna al tema iniziale. Mentre alla Rocca dei Rettori si fatica a trovare una soluzione che possa risolvere una volta per tutte la problematica, a pagarne il prezzo sono quei pendolari che comunque a Napoli ci devono arrivare in qualche modo. «Fin quando non si risolve il problema del “divieto di carico”, è dura per i pendolari - riprende il presidente del comitato - . Finora si è proceduto sulla strada della consuetudine, ma adesso le carte in tavola sono cambiate. E la grana è esplosa definitivamente». Per la cronaca, ieri l’autobus è partito comunque - anche se con mezz’ora di ritardo - ma da oggi le cose cambiano. In peggio, manco a dirlo. «Per noin che saliamo dal Fortore non ci sono problemi.?Gli inconvenienti si presentano nel momento in cui ci sono dei passeggeri che da Benevento vogliono raggiungere Napoli.?E’ chiaro che di fronte al “no” dell’Etac si sono trovati spiazzati.?Ed hanno protestato». Non sono mancati, ovviamente, momenti di tensione. Tanto che si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine: «Alcuni utenti sono stati identificati. Non vorremmo che oltre il danno ci sia anche la beffa di una denuncia per interruzione di pubblico servizio...». Insomma, una situazione complicata per i pendolari sanniti. Per la quale ancora non si intravede una soluzione accetabile. Bellonia ad Ottopagine ha ribadito che «c’è un’interlocuzione costante con i tecnici dell’assessorato regionale ai traporti al fine di individuare una via d’uscita. Vogliamo che si ponga fine a questo braccio di ferro burocratico, le cui conseguenze ricadono poi sui viaggiatori. E’ difficile spiegare alle persone che non possono salire su un autobus: un servizio pubblico, viaggia coi contributi pubblici... Perché privarcene? Considerando che è un settore allo sfascio, se ci sono due opzioni per raggiungere Napoli da Benevento, perché non approfittarne?», è la domanda che si pone il presidente.

di Giovanbattista Lanzilli