Se avete sempre sognato di veder spuntare i vostri ortaggi ma non avevate uno spazio adatto... ora potrete essere accontentati.
A Benevento venti mini orti saranno assegnati ai cittadini o alle associazioni interessante. E' il progetto di agricoltura urbana “Buon orto fa buon sangue” che sarà realizzato in un terreno messo a disposizione dall'Asl di Benevento, a ridosso dell'ospedale Rummo.
«Duemila metri quadrati verso l'eliporto ospiteranno un progetto finanziato grazie ad un bando di micro progettazione del Cesvob che, dunque, per i cittadini non avrà alcun costo».
Così ce ne parla Donato De Marco della cooperativa agricola Lentamente che sostiene il progetto promosso dalle associazioni “La Gramigna”, “Fratres Torrecuso” e “CAAT”.
L'iniziativa è stata presentata alla “Fattoria Sociale Orto di Casa Betania” e nasce dalla volontà di fare dell’agricoltura e degli orti urbani uno strumento di promozione della qualità della vita, della sostenibilità ambientale e di una socialità conviviale, che portino ad un benessere individuale e collettivo dei partecipanti.
«Un progetto – prosegue De Marco – che si distingue per i suoi benefici. L'orto sarà spazio di autoproduzione e di aggregazione dove le diversità diventano unione. Parteciperanno al progetto, infatti, associazioni che si occupano di persone diversamente abili, mamme con bambini, ospiti degli Sprar». Insomma un insieme eterogeneo pronto a conoscere meglio la natura e a riscoprire saperi e sapori dimenticati.
Lo conferma Giancarlo De Luca, fiduciario Slow Food Benevento. Il progetto, infatti, prevede un partenariato tra le tre realtà proponenti, la Cooperativa Lentamente e la Confederazione Italiana Agricoltori. E ci sarà il coinvolgimento dell’Associazione Slow Food Benevento e della società civile cittadina.
«Creeremo un orto-giardino della biodersità - ci spiega De Luca - per ripiantare semi persi nella storia. Per far crescere varietà orticole che si sono dimenticate nel tempo e riscoprire antiche tradizioni. L'obiettivo è il recupero e la condivisione di un modo di fare agricoltura andato quasi perduto».
All'incontro Francesca Gerardo, presidente di CAAT (Cultura, arte, ambiente e territorio) ha annunciato che dal progetto l'associazione che guida trarrà un documentario “Ortometraggio”.
Presente anche Nicola Gagliarde dell'associazione La Gramigna che ha puntato sull'importanza del recupero di antiche conoscenze illustrando il progetto “La casa delle erbe”.
Mariateresa De Lucia