Nel corso della trasmissione “Granatissimi”, andata in onda ieri sera su Ottochannel (canale 696 dt), l’esterno destro Lorenzo Laverone è intervenuto con un’intervista rilasciata al giornalista Massimiliano Grimaldi, rispondendo anche alle domande che i nostri lettori hanno scritto sulla nostra pagina FB. Il calciatore toscano, avendo indossato nel 2012 la maglia della Nocerina, aveva già avuto modo di conoscere l’ambiente salernitano: “Conoscevo già la bellissima città di Salerno avendo abitato a pochi passi nella mia breve parentesi a Nocera. Mi trovo molto bene qui. Come impatto iniziale posso dire che è stato molto positivo”.
Qual è stato invece l’impatto con la tifoseria granata e come è stato mettere piede per la prima volta all’Arechi?
“Non avevo mai giocato all’Arechi perché l’anno scorso ero infortunato quando è venuto il Vicenza. L’esordio all’Arechi l’ho fatto contro il Verona ed è stata una emozione fortissima trovarsi di fronte un muro di 25000 persone che ti incitano”.
Il primo anno in B con la Reggina giocavi con il 3-5-2, stesso modulo adoperato dalla Salernitana in quest’avvio di stagione.
“E’ un modulo in cui il mi trovo bene perché rispetta le mie caratteristiche offensive di terzino di spinta. A Reggio si giocava sempre 3-5-2 e mi sono trovato molto bene”.
Perché hai scelto di indossare la maglia numero 27?
“Ho scelto il 27 perché è il giorno in cui sono nati sia mio fratello che mio nipote. Il primo anno ho usato l’89 che è il mio anno di nascita, poi sempre il 27. Mi ha sempre portato fortuna e penso che continuerò ad usarlo anche in futuro se ne avrò la possibilità”.
Nella tue esperienza a Nocera hai siglato anche una doppietta contro il Grosseto. Sei un terzino di spinta che riesce con facilità anche ad andare in rete?
“Ricordo bene quella partita. Non giocavo da terzino ma più avanti, addirittura da mezzala. Me lo ricordo bene perché fare una doppietta non è una cosa che capita tutti i giorni. E’ stata una bella emozione anche perché era una partita importante per la squadra, giocavamo in trasferta ed abbiamo vinto”.
Sei tornato a Sassuolo dal prestito nell’anno della storica promozione in A. In panchina c’era Eusepio Di Francesco, l’allenatore del momento.
“Quello è stato un anno positivo perché è sempre bello vincere un campionato, peccato perché mi sono infortunato alla caviglia e ho potuto giocare solo 15 partite. Avevamo una squadra forte e un mister preparato che anche oggi sta facendo grandissime cose col Sassuolo”.
Che allenatore è Di Francesco?
“E’ un tecnico che tiene molto al rapporto con i giocatori e che scherza molto. Ad esempio anche dopo una partita andata male, il lunedì al raduno cerca sempre di trovare il lato positivo e di sdrammatizzare. Penso che questo sia un aspetto molto positivo del suo carattere”.
Quali sono secondo te le differenze tra lui e Sannino?
“Hanno caratteri diversi, secondo me sono proprio l’uno il contrario dell’altro da questo punto di vista. Mister Sannino è uno molto schietto che ti dice le cose in faccia con i suoi modi, che devi conoscere ed imparare ad apprezzare. Di Francesco è invece uno che parla tranquillamente e che cerca di arrivare allo stesso obiettivo ma con diversi metodi”.
Qual è il tuo rapporto con Sannino?
“Io non ho mai avuto problemi con gli allenatori, quello che mi chiedono di fare io faccio. C’è stato confronto sul mio schieramento. Lui mi vede meglio nella difesa a cinque rispetto a quella a quattro, ma queste sono decisioni tecniche che giustamente fa l’allenatore. Io ho giocato per diversi anni in Serie B sia nella difesa a quattro che a cinque. Ogni allenatore ha le sue preferenze e bisogna rispettarle”.
A Vicenza nella stagione 2014/15, sei stato uno dei calciatori che ha giocato di più in B con 41 presenze su 42 partite.
“Ricordo bene quell’anno perché penso sia stato l’anno più bello per me a livello calcistico. Abbiamo sfiorato la serie A e ho sempre giocato. L’ultima partita mister Marino mi ha tenuto fuori perché ero diffidato e voleva preservarmi per i play off. Se contiamo anche quelle due gare arriviamo a 43 presenze”.
Cosa ti ha spinto a scegliere la Salernitana dato che avevi comunque tante offerte dalla B?
“E’ stata una scelta molto veloce. Ero ancora legato al Vicenza da un anno di contratto, mi ha chiamato il mio procuratore dicendomi che c’era questa possibilità Ci siamo confrontati col Vicenza e abbiamo deciso di prendere due strade diverse. Una piazza come Salerno ed una società come questa non si possono rifiutare”.
Contro il Trapani c’è stata una reazione molto forte da parte vostra. Cosa vi siete detti per caricarvi dopo le due sconfitte?
“In Serie B ci sta perdere due partite di seguito, soprattutto all’inizio e con una squadra nuova che ancora doveva trovare la sua dimensione. Secondo me dalla partita col Trapani qualcosa è cambiato, l’abbiamo fatto vedere in campo ed ora dobbiamo proseguire su questa strada senza fare passi indietro”.
Che squadre pensi troverete a Ferrara nella gara contro la Spal?
“Sarà una partita molto difficile. Loro vengono da due sconfitte e saranno molto arrabbiati soprattutto per com’è maturata l’ultima con il Perugia. Sarà una squadra che vorrà vincere, noi dobbiamo andare lì a fare la nostra partita come sempre, con l’intento di ripetere la prestazione di sabato scorso”.
Dopo che nell’ultima partita la Spal si è molto lamentata dell’arbitraggio, ti aspetti una condotta da parte del direttore di gara differente?
“Voglio sperare di no, i torti arbitrali li subiscono loro come li subiscono anche gli altri. Ci può stare che un arbitro possa sbagliare un episodio in una gara, l’importante è farlo il meno possibile. Spero sarà una gara limpida”.
Vincenzo Amendola