Il Villaggio della Solidarietà “Guido Scocozza” di Salerno ha ospitato la XVI edizione di Festa Impegno, l’appuntamento annuale organizzato da Rete Solidale, l’associazione per la tutela delle fasce deboli con vari centri sparsi in tutta la provincia. Non potevano mancare all'iniziativa il direttore delle strutture, Carmen Guarino, la Presidente dell’Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare di Salerno (UILDM), Elvira Rizzo e Fabrizio Murino, esperto delle politiche sociali in Rete Solidale.
Tre giorni di confronto e dibattito sulle tematiche concernenti il terzo settore e welfare, argomenti attuali che stanno impegnando anche il governo centrale con l’approvazione della legge in materia di volontariato e impresa sociale. Giovedì 29 settembre si è partiti con una tavola rotonda, “Cuori Ribelli”, con lo psichiatra e Direttore sanitario RSA UILDM di Salerno, Vincenzo De Leo, l’esperto di marketing culturale, Umberto Flauto, e la “life coach” Santa Rossi, curatrice dell’esposizione presentata nel corso dell’incontro, “Elfo del Mare”, realizzata con i ragazzi ospiti delle strutture Rete Solidale. Venerdì la mianifestazione è proseguita con il convegno “Riforma del terzo settore”, tra i vari relatori, quali dirigenti appartenenti al settore delle politiche sociali anche a livello regionale. A chiudere oggi l'iniziativa sulla “Lotta alla povertà” che ha ospitato esponenti del mondo politico e universitario, con testimonianze a firma di alcune particolari realtà associative.
“L’obiettivo è di far luce su tali aspetti della società, insieme alle opportunità che oggi il terzo settore è in grado di offrire, anche in termini occupazionali per le nuove generazioni. Fare rete è necessario affinché i servizi alla persona possano realmente essere alla base dell’operato delle amministrazioni locali, in maniera concreta” ha puntualizzato Carmen Guarino. Sono 1 milione e 600mila in Italia le persone povere, al sud come al nord, sono dunque fondamentali ed importanti dlle misure che contrastino questo stato, tra queste il sostegno per l'inclusione attiva, una misura che prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali almeno un figlio sia minorenne, o sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza. Per godere di questo beneficio il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati proprio dai servizi sociali dei Comuni.
Sara Botte