Seconda vittoria di fila, l'imbattibilità che prosegue. Come il sogno dei beneventani, che vedono la propria squadra sempre più in alto. Dopo il Bari tocca al Novara. Al Vigorito non ce n'è per nessuno.
Chiave tattica. E’ una partita difficile per il Benevento. Il Novara è squadra fisica, pronta, pungente. Benevento un po’ “scollato” tra i reparti, almeno all’inizio. Novara che pressa alto e non lascia il tempo di costruire. Se ne vanno così almeno una ventina di minuti. In cui si rischia tanto. Sansone ha la palla buona per il vantaggio, ci mette una pezza il solito Cragno. Il portierino azzurro è l’uomo in più del Benevento. Una sorta di saracinesca che non lascia passare uno spillo. Peccato che domenica a Salerno non possa esserci, ma la porta resta in buone mani. Da uomo Cragno a uomo Ragno: c’è Gori pronto all’occorrenza.
La svolta. E’ il gol di Chibsah. Cambia l’inerzia della gara. Il Benevento può giocare sulle ripartenze e sulla costruzione del gioco dei piemontesi. Gran gol quello del ganese. Che spacca in due la partita e la incanala sulla strada voluta dal Benevento. E’ il bello di questa squadra che sa vincere partite come quelle di Bari, dando anche spettacolo, e come quelle col Novara, in cui c’è soprattutto da soffrire. Lo sa fare il Benevento, ha un cuore grande, un muscolo che va oltre la sua forza fisica.
Uno sguardo al domani. Baroni spera di poter avere De Falco e Falco, questa volta davvero. Ne ha bisogno, ha visto che molti dei suoi hanno chiuso con i crampi. C’è esigenza di tirare il fiato. Per molti. La settimana comincerà martedì. Un riposo corroborante.