Se fosse scaramantico, mister Baroni dovrebbe augurarsi che Marchi e Ronaldo non scendano in campo contro il suo Benevento. Negli ultimi derby disputati all'Arechi, infatti, i giallorossi sono sempre stati puniti da giocatori brasiliani, una sorta di maledizione per una squadra che a Salerno ha disputato ottime gare, ma che è stata spesso punita anche grazie all'effetto curva Sud. Nella stagione 2013-14, quella della vittoria della coppa Italia contro il Monza, la Salernitana fu protagonista di una rimonta incredibile e scandita da mille polemiche. Al 90' gli ospiti conducevano 1-0 grazie ad una rete di Negro, in 3 minuti i padroni di casa ribaltarono il risultato grazie ad un rigore trasformato da Mendicino e ad un tiro imprendibile di Gustavo, abile a trafiggere l'attaccante Evacuo "costretto" a indossare i guantoni per l'espulsione del portiere. Ancora oggi, sul web, è gettonatissima l'immagine della curva che esplode di gioia, forse il boato più fragoroso della gestione Lotito-Mezzaroma. Un anno dopo, invece, Salernitana e Benevento si contendevano la promozione in serie B e la formazione di Brini arrivava a Salerno da capolista ed imbattuta in trasferta. Dopo un primo tempo dominato dai granata, ma in cui Gori dovette compiere un miracolo su Campagnacci, i ragazzi di Menichini chiusero la pratica nella ripresa: perla di Gabionetta su assist di Nalini e poi rigore di un altro brasiliano, Calil, un 2-0 netto e meritato che, alla lunga, risultò decisivo per la conquista della cadetteria. "Non c'è due senza tre" dice il proverbio e chissà che Sannino non possa affidarsi ad un brasiliano per battere ancora gli stregoni.
Gaetano Ferraiuolo