Salerno

In campo per il primato, sugli spalti per consolidare una bella amicizia e per vivere un derby all'insegna della correttezza e della lealtà sportiva. Un anno e mezzo fa, Salernitana-Benevento valeva mezza promozione in serie B ed entrambe le tifoserie furono protagoniste assolute di un pomeriggio da ricordare a prescindere dal risultato finale. Malgrado qualche polemica da parte di alcuni addetti ai lavori (su tutti l'ex tecnico giallorosso Brini, fischiato da tutto lo stadio sin dal riscaldamento), il big match del girone C di Lega Pro rappresentò un autentico spot per il calcio, conferma del fatto che i derby possono giocarsi tranquillamente a porte aperte se il pubblico si comporta con maturità e senso civico. Dal Sannio arrivarono in 2200, con l'anello inferiore della curva Nord che tornò a riempirsi dopo anni di spazi vuoti, su sponda granata in quasi 20mila risposero all'appello della società e rappresentarono davvero il dodicesimo uomo in campo. Coriandoli, coreografia in tribuna e cori da brividi accompagnarono l'ingresso in campo delle due formazioni: applausi per i granata, fischi per il Benevento, ma nessuno sfottò tra le opposte tifoserie: simpatico qualche striscione goliardico, ma sempre nei limiti dell'educazione e del rispetto. Non a caso i granata sbloccarono la partita attaccando sotto la curva Sud, il vero bomber della Salernitana in quella stagione: prima Gabionetta, poi Calil, un boato liberatorio sulle note de "La capolista se ne va". Domenica, siamo certi, sarà ancora festa...

Gaetano Ferraiuolo