Benevento

Ha indicato le coordinate della rotta che punta a seguire: lavoro di squadra, massima attenzione ai rapporti tra la criminalità locale e quella organizzata, una Polizia che sia sempre più vicina ai cittadini. Parola del nuovo Questore di Benevento, Giuseppe Bellassai, che questa mattina si è insediato al secondo piano di via De Caro.

Cinquantaquattro anni, venticinque dei quali trascorsi in Sicilia – “è la mia terra a metà”, ha precisato ricordando le origini campane della madre, nata in provincia di Salerno -, Bellassai si è detto “onorato dell'incarico” che gli è stato affidato in una città che non conosceva, con la quale è entrato in contatto ieri. Una città che gli è sembrata “deliziosa con la sua arte e la sua storia”, un territorio che subisce inevitabilmente i riflessi della contiguità a Caserta, dove il nuovo Questore è il suo predecessore nel Sannio, Antonio Borrelli.

Bellassai lo ha ringraziato per quanto fatto, sottolineando la necessità di un'attività organica che non tralasci alcuna area della provincia, anche la più lontana dal capoluogo. L'obiettivo è evitare che la criminalità locale tragga forza dalle relazioni con le organizzazioni camorristiche di altre realtà. Uno sforzo che non deve mettere in alcun modo in secondo piano i reati che maggiormente danneggiano la gente: furti, rapine nelle abitazioni. Reati “odiosi” che vanno contrastati con vigore, per rendere concreta l'idea di un impegno tutto protesto alla tutela della comunità, ancor di più quando tantissime famiglie vivono una situazione di difficoltà economica.

Occhi ancora più aperti, dunque, sulle questioni di ordine sociale, che richiedono un livello di sensibilità al momento di affrontarle. Curriculum prestigioso e ricco di incarichi, Bellassai è tornato indietro di un po' di anni, all'esperienza vissuta a Lampedusa, approdo della disperazione. “E' stata eccellente sul piano professionale e, soprattutto, su quello umano”. Buon lavoro, Questore.

Enzo Spiezia