Sette rinvii a giudizio, lo stralcio di un'ottava posizione e la trasmissione dei relativi atti al Pm. Sono le decisioni adottate dal gup Maria Ilaria Romano al termine dell'udienza preliminare a carico di una serie di imprenditori chiamati in causa, a vario titolo, da un'indagine diretta dal sostituto procuratore Assunta Tillo e condotta della guardia di finanza di Solopaca. Nel mirino degli inquirenti una presunta associazione per delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni ritenute inesistenti; fatture il cui utilizzo avrebbe avuto come conseguenza l'evasione delle imposte dirette ed indirette.
I fatti finiti al centro dell'inchiesta vanno dal 2008 al 2011 e saranno ora al vaglio del dibattimento, che si aprirà dinanzi al Tribunale il 27 marzo del prossimo anno. L'elenco di coloro che dovranno affrontarlo include Giusepppe Rinaldi, 53 anni, titolare di una ditta con sede a San Salvatore Telesino, indicato come il promotore del sodalizio che gli inquirenti sono convinti di aver fatto emergere; Arturo Pilla, 47 anni, di Telese Terme; Salvatore Nero, 51 anni, di Puglianello; Francesco Tomasino, 41 anni, di Puglianello; Franco Cesare, 54 anni, di San Salvatore Telesino, ai quali è contestata l'accusa associativa. A processo anche Marina Anna Pilla, 54 anni, di San Salvatore Telesino, e Nicola Barbato Pacelli, 59 anni, di Castelvenere, difesi dagli avvocati Guido Principe, Vincenzo Regardi e Gianluca Attanasio.
Atti alla Procura, invece, per Ezio Giuseppe Rombolà (avvocato Angelo Leone), 53 anni, di Roma, al quale, al pari degli ultimi due imputati, non è addebitata l'associazione.
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