Benevento

Lui ha indicato tre sedi – Salerno, Campobasso e Foggia –, resta da capire se e su quale di esse ricadrà la scelta del Csm, che, secondo le indiscrezioni circolate questa mattina al Palazzo di giustizia, avrebbe praticamente concluso la procedura di trasferimento del sostituto procuratore Giacomo Iannella. Un incarico come giudice del settore civile, questa la soluzione che sembra in vista per il magistrato chiamato in causa da un'inchiesta della Procura di Roma rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica lo scorso 22 luglio. Quando, come si ricorderà, la Squadra mobile della Capitale ed il Pm titolare dell'indagine avevano fatto tappa negli uffici del dottore Iannella. Per il magistrato della Procura sannita con più anzianità di servizio – è assistito dal professore Alfonso Furgiuele - l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, contestata in concorso con il dottore Giovanni Russo, consigliere comunale di Forza Italia, da sempre vicino alle posizioni politiche della parlamentare Nunzia De Girolamo, e relativa alla presunta esistenza di un accordo per interferire con l'attività giudiziaria, relativamente ad alcuni procedimenti, a carico di altri, pendenti presso il Tribunale di Benevento.

E' uno dei filoni di un'attività investigativa della Squadra mobile di Benevento, trasmesso a Roma per il coinvolgimento di un magistrato. L'altro versante – quello iniziale - dell'indagine diretta dal sostituto procuratore Assunta Tillo e dal Procuratore reggente Giovanni Conzo riguarda un'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, addebitata a Russo (avvocati Sergio Rando e Gerardo Giorgione) e ad altri per il contenuto di alcune conversazioni intercettate dagli investigatori della terza sezione della Mobile. Colloqui con alcuni familiari degli Sparandeo, ai quali il professionista avrebbe espresso il disappunto per il mancato sostegno, nonostante la sua disponibilità nei loro confronti, alle ultime amministrative.

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