Napoli

 

di Siep

La morte per gogna mediatica non basta. Sulla vicenda processuale di Tiziana, la ragazza napoletana che si è tolta la vita dopo la diffusione virale dei video hot che lei aveva inviato a un ristretto gruppo di amici, c’è un aggiornamento che fa discutere. Facebook Ireland, scrivendo ai giudici del Tribunale civile di Napoli Nord in un “reclamo”, sostiene di non essere tecnicamente nelle condizioni di esaminare, per poi rimuoverli tempestivamente, eventuali post riferiti “specificamente” a Tiziana.  Per i legali del social network l’errore di fatto consiste nella circostanza che “alla data di presentazione del ricorso, solo un link su quattro era accessibile su Facebook e peraltro senza contenuti a sfondo sessuale”, e inoltre “al momento dell’emissione dell’ordinanza non ce n’era nessuno illecito o accessibile”. In sostanza “era cessata la materia del contendere”.  Dopo che WhatsApp ha rispedito al mittente la richiesta di rendere noti i testi dei messaggi di Tiziana Cantone, ora Facebook impugna l’ordinanza del giudice Monica Marrazzo del tribunale civile di Napoli nord perché ci sono «errori in fatto e in diritto nella decisione».  Gli avvocati di Facebook Ireland ltd impugnano l’ordinanza emessa il 5 settembre scorso dal Tribunale Napoli Nord, giudice Monica Marrazzo, che intimava la rimozione dei video e delle pagine create contro Tiziana Cantone, la 31enne suicidatasi a seguito dello scandalo per il video hard. “Questo reclamo – affermano i legali – non vuole essere in alcun modo un atto che prolunghi la sofferenza generata da un così triste evento, tuttavia l’ordinanza contiene alcuni errori”. Oltre a presunti errori di fatto, Facebook lamenta errori di diritto. Nel ricorso si richiama il decreto 70/2003 che recepisce la direttiva comunitaria sull’e-commerce, sostenendo che fosse necessario un ordine dell’autorità per rimuovere quei contenuti, non bastando la notifica del ricorso. 

Dunque, il colosso americano ci tiene a far passare un messaggio: chi pubblica video offensivi ne risponde personalmente, il social network non c’entra.

La parola passa ai giudici di Napoli nord che oggi ascolteranno le deposizioni dei legali. Il collegio, presidente Marcello Sinisi, a latere Felice Angelo Pizzi e relatore Annamaria Buffardo, depositerà la decisione in seguito.