Un derby regala sempre emozioni particolari, figuriamoci se lo vinci al 94' dopo essere stato sotto per tutta la partita. Alla Salernitana una cosa del genere capitò nel 2004 e, ancora oggi, qualche tifoso ricorda quella partita con le lacrime agli occhi; si giocava ad Avellino ed i granata conducevano per 1-0 grazie ad una rete di Bogdani, in zona Cesarini fu una doppietta di Kutuzov a ribaltare completamente il risultato regalando agli irpini una vittoria storica, ma inutile ai fini della classifica. Il 2 maggio 2014, seppur contro un avversario diverso, la storia è cambiata ed ha restituito alla tifoseria quanto perso 10 anni prima. All'Arechi arrivava il Benevento dell'ex Fabio Brini, seguito da tantissimi tifosi e desideroso di cullare il sogno promozione a cospetto di una Salernitana reduce da una serie di risultati positivi coincisi con il cambio in panchina tra Perrone e Gregucci. Pur partendo benissimo, i padroni di casa si ritrovarono in svantaggio al 7': errore di Luciani e gol di Maikol Negro per l'inaspettato 0-1. Nonostante un terreno di gioco ai limiti della praticabilità, la Salernitana spinse per tutta la gara sfiorando il pareggio in almeno sette occasioni: l'imprecisione di Mounard, Mancini, Gustavo, Mendicino e Fofana graziò gli ospiti, in 10' da metà ripresa per la giusta espulsione di Som per fallo su Foggia.
Al 90' accadde praticamente di tutto: proteste del Benevento per un presunto rigore non concesso su Evacuo (che, in realtà, commette per primo fallo su Bianchi), capovolgimento di fronte e penalty per la Salernitana per atterramento di Gustavo, con conseguente espulsione per il portiere. Decisione, obiettivamente, discutibile: il rigore è nettissimo, ma il brasiliano andava verso l'esterno ed era più corretto il cartellino giallo. Sostituzioni finite ed Evacuo tra i pali per il Benevento, ma Mendicino fu freddissimo dal dischetto ed insaccò imparabilmente per l'1-1. L'Arechi divenne una bolgia e nei sei minuti di recupero il fattore tifo risultò determinante e spinse i granata all'assalto della porta degli stregoni, solo la traversa impedì a Tuia di siglare la prima rete con la maglia granata. Al 94', prima del triplice fischio di Illuzzi, l'esplosione: traversone di Foggia, errore della difesa sannita e tiro all'incrocio di Gustavo per il meritato sorpasso, con uno stadio intero letteralmente impazzito in tutti i settori. A fine stagione entrambe fallirono l'assalto alla B perdendo ai play off, ma quel Salernitana-Benevento resterà per sempre indimenticabile.
Gaetano Ferraiuolo