Avellino

Con il suo spostamento dal centrocampo al pacchetto arretrato, lo scorso anno, l'Avellino trovò equilibri fondamentali per portare a casa la salvezza. E ora che i biancoverdi stanno trovando la nuova quadratura del cerchio chiedono un altro contributo risolutivo a William Jidayi, che domenica, a Perugia, tornerà titolare proprio lì: nel cuore della difesa; al posto di Berat Djimsiti, impegnato con la Nazionale albanese. L'italonigeriano è pronto a dare il proprio contributo. Ancora una volta. Come sempre. «Cercherò, se verrò chiamato in causa fin dall'inizio, di fare il meglio nelle mie possibilità come ho sempre fatto.» - ha esordito pochi minuti fa in sala stampa - «Le mie ultime due apparizioni sono state da centrocampista, ma, come sapete, difesa o mediana per me non fa differenza. Detto ciò, più di me conta la squadra. Andremo a Perugia con l'intento di dare continuità ai nostri risultati: si scende in campo sempre per vincere, ma la priorità è muovere la classifica».

La lesione di primo grado al polpaccio sinistro rimediata nei primi giorni di ritiro a Sturno gli ha impedito di essere protagonista in avvio di stagione. Acqua passata. Al “Curi” si profila una chance: da cogliere al volo dopo una parentesi tutt'altro che positiva a Chiavari, contro la Virtus Entella. «Fisicamente sto bene. Sto cercando di mettermi alla pari con i miei compagni di squadra e di raggiungere il mio standard fisico.» - ha proseguito Jidayi - «Saltare alcuni lavori, per via dell'infortunio, ha fatto sì che l’avvio sia stato un po’ difficile. Sto cercando di mettere sempre qualcosa in più durante gli allenamenti».

Idee chiare sui prossimi avversari di turno: «Il Perugia arriva da una vittoria importante in rimonta al “Matusa”, contro il Frosinone, appena retrocesso dalla Serie A. Per tutta questa serie di fattori contemporanei che si sono concretizzati saranno particolarmente carichi».

Questa mattina l'Avellino ha sudato a porte aperte al “Partenio-Lombardi”. Assenti i degenti di lungo corso Castaldo, Gavazzi e Molina. Ancora ai box Mokulu. Hanno lavorato a parte Ardemagni e Verde, affaticati. Grande ritmo e intesa crescente tra i tanti giovani in organico; giovani su cui Jidayi, dall'alto della sua esperienza, scommette senza indugi: «I nostri giovani sono veramente bravi. Ne sentiremo parlare tra qualche anno. Non ho dubbi. C'è bisogno che crescano e migliorino, ovviamente, ma si sono inseriti benissimo».

Da Tesser a Toscano: «Il rapporto col mister? Ottimo. Toscano pretende concentrazione e cura del dettaglio, dal primo all'ultimo giorno di allenamneto. Sì, è un sergente di ferro. E ci fa sudare tanto».

Marco Festa