Furto al Duomo di Avellino, c’è l’identikit del ladro che ieri mattina ha rubato l’oro dell’Assunta tra lo sconcerto dei fedeli e la rabbia dei residenti del centro antico esasperati da transenne e cantieri. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia che avrebbe a disposizione vari elementi per le indagini, un uomo si sarebbe introdotto dall'entrata principale, avrebbe attraversato la navata centrale della Chiesa per rubare alcuni preziosi donati dai confratelli alla Madonna dell'Assunta. Il fatto si è verificato intorno alle ore 9,30, mezz'ora dopo che il sacrestano, come da consuetudine, ha aperto le porte della cattedrale ai fedeli e visitatori.
Una volta forzato lo sportello della nicchia, in cui è custodita l’effige sacra, avrebbe trafugato velocemente i preziosi. La caduta di alcuni candelabri ha allarmato l’uomo che si è tempestivamente portato in chiesa e una volta visto il ladro ha gridato chiedendo aiuto, nel disperato tentativo di fermarlo. Il ladro vistosi scoperto si è dato alla fuga, portando via con se una catena d'oro e una anello d'oro con una pietra di acqua marina, che erano sistemati tra le mani della Madonna, tanto cara alla pietà popolare. L'uomo, che indossava un cappuccio, si sarebbe dileguato subito nel nulla. Intanto il custode con altri referenti della Curia hanno raggiunto la Questura per la denuncia.
«Un fatto senza precedenti - commenta il vicario del vescovo don Sergio Melillo -. Siamo isolati, come il resto del centro antico durante questa imponente fase di riqualificazione e riassetto del centro antico. Questi furti sono opera di gente disperata. Che dire, ci auguriamo che presto il sagrato sia riaperto, che qeste transenne lascino posto al passaggio di auto, fedeli. Lo abbiamo chiesto al Comune soprattutto in attesa della settimana Santa. Ci auguriamo che piazza Duomo riapra per vivere in serenità la via Crucis e far rivivere la Passione di Cristo in tutta la sua importanza e suggestione». Gli agenti della Polizia, intanto, stanno raccogliendo ogni elemento utile alle indagini.
Sono stati ascoltati anche gli operai della ditta impegnata nei lavori. «Da quando viviamo sepolti in questo carcere di transenne e lavori sembra che ognuno può venire e fare quel che vuole indisturbato anche in pieno giorno - racconta -. Tre anni di calvario che speriamo finiscano presto». Intanto i residenti e commercianti della zona, rimarcano come da anni chiedano che nell’area del seminario arrivino le telecamere a circuito chiuso. Qualcuno ricorda l'omicidio di Salvatore Vicino, crivellato da colpi di pistola in via Seminario nel dicembre del 2006. Ma non solo. Lo stesso custode ha detto in quei momenti così concitati di aver ricordato anche il delitto della signora Clorinda in via Oblate a pochi metri dal Duomo. Insomma, reati e fatti di sangue che hanno più volte fatto parlare di un caso “sicurezza” per il centro storico di Avellino.
di Simonetta Ieppariello