Il desiderio di libertà di un cane randagio diventa il simbolo del cuore palpitante della volontà comune a tanti di aiutarlo, di intervenire. In tanti firmano o firmeranno per quel cane anziano che rischia di finire in un canile, pur non avendo mai fatto del male a nessuno. Forse il Re Leone e la petizione scattata per farlo diventare cane di quartiere ad Avellino per non vederlo in un canile, non solo commuove gli amanti degli animali, ma scuote le coscienze di tanti che in questa storia leggono un valore: la semplicità della libertà. Ci scrive da Nola un lettore e vuole dire la sua. Come lui da Giugliano e altri punti della Campania. E ci stupisce perchè forse anche noi pensavamo di scrivere di un meticcio, come tanti, come quelli che si assiepano sulle rotonde o girano per le strade. Invece no. Forse il Re Leone ci ha fatto capire che il pericolo non sono loro, ma noi. Noi come cittadini che dovremmo avere consapevolezza della nostra città e dei loro protagonisti, degli spazi e della cosa comune. La petizione, il battage mediatico è servito a questo: riunire coscienze e riflettere con serietà su cosa vogliamo, cosa è giusto. Anche per un randagio. Oltre regole imposte che forse travalicano il rispetto delle regole, del codice per diventare paure ingiustificate. «Desidero associarmi e sostenere la sensibilità di tutte quelle persone che si stanno prodigando affinchè Re Leone (tra l'altro un bellissimo esemplare di cane) non finisca la sua vita in un canile la dove è costretto a stare in spazi per quanto legali ma ridotti per un esmplare del genere abituato ad essere libero». E' la missiva di un nostro lettore che scrive da Nola, provincia di Napoli, perchè tramite il nostro portale ha conosciuto la storia di questo maremmano meticcio a rischio cattura. Dino La Cioppa ci scrive e ci teniamo, come organo di informazione, pubblicare e veicolare la pubblica opinione di chi, nonostante non viva il quotidiano di Avellino, vuole dire la sua parlando di animali, accoglienza e convivenza.
«Voglio ricordare alle autorità locali che la libertà come negli essere umani in eguale misura lo è negli esseri animali specie quando quest'ultimi sono buoni e non fanno del male a nessuno. Le persone che osano giudicare un cane essere pericoloso hanno a parer mio la cattiveria nell'anima, vale a dire che non amano nemmeno se stessi. Sono 50 anni che presto assistenza ai cani di strada. I famosi randagi giusto per capirci. Ma questo di randagio non hanno per niente nulla, l'unica loro colpa è stata quella di aver avuto un padrone indegno,infame e con un randagismo esemplare il proprio DNA. Non ho problemi a presentarmi mi chiamo dino la cioppa e sono di Nola in provincia di Napoli. Chiedo umilmente di pubblicare questa mia missiva che rappresenta l'espressione di tanta gente comune che ha capito la vera sensibilità che hanno questi esseri viventi.
Il mio appello va rivolto alle autorità locali affinchè il lnostro simpatico amico RE LEONE rimanga fino alla fine dei suoi giorni nel posto dove da sempre ha vissuto.
Confido in un eccellente atto umanitario da parte delle istituzioni locali con promessa di recarmi ad Avellino per festeggiare la libertà di RE LEONE.