Intervenuto nel corso della trasmissione "Granatissimi" in onda ogni venerdì su Ottochannel (canale 696 del digitale terrestre), il centrocampista della Salernitana Francesco Della Rocca ha risposto con sincerità alle domande dei tifosi affrontando diverse tematiche di grande interesse. "Siamo molto dispiaciuti per la sconfitta di Ferrara" ha esordito l'ex Perugia "abbiamo avuto il pallino del gioco in mano per buona parte del match e, come spesso accaduto in passato, abbiamo pagato a caro prezzo gli errori individuali. Stiamo lavorando settimana dopo settimana per migliorare sotto tutti i punti di vista, la B è un campionato duro e nessuno ti perdona nulla. E' un peccato dilapidare quanto costruiamo per delle ingenuità assolutamente evitabili. Nessun dramma, però: cerchiamo di battere il Benevento". Della Rocca prosegue: "Un derby è sempre un derby, loro stanno facendo benissimo e si ritrovano con merito nelle prime posizioni di classifica. Noi giochiamo in casa e ci teniamo a far bene davanti al nostro pubblico, spero siano in tanti a sostenerci come sempre accaduto nelle scorse partite casalinghe. La rosa è forte in tutti i reparti, credo recupereremo anche Bernardini e Mantovani e ci daranno una grossa mano. Il campionato è lungo, ma serve una svolta".
Sull'attuale classifica e sugli obiettivi dei granata, Della Rocca non ha dubbi: "Tutti dicono che il Cittadella prima o poi crollerà, ma si diceva la stessa cosa anche del Crotone l'anno scorso: ogni campionato di B riserva una sorpresa, non bisogna sottovalutare nessuno. La Salernitana, potenzialmente, può fare un torneo molto più tranquillo di quello passato, abbiamo le potenzialità per conquistare un posto nei play off, ma guai a fare proclami: deve parlare il campo". Il centrocampista parla anche della trattativa che lo ha portato a Salerno e dei motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta di Fabiani: "E' nato tutto nelle ultime ore di mercato, prima non avevo sentito nessuno da Salerno. Ho detto subito sì perchè è una piazza che mi affascina, affrontarla da avversario mi dava sempre una motivazione particolare. La società è molto seria e la rosa è buona, non si può dire di no alla Salernitana". Sincera anche la risposta sull'importanza del fattore tifo: "Sapevo in che piazza andavo a giocare, ho solo avuto la conferma delle potenzialità di una tifoseria che ti fa sentire un calciatore importante. Questo fattore è stato determinante per la mia scelta, adoro le curve passionali. Chiaramente sono i giocatori che vanno in campo e che determinano l'esito di un risultato, ma la spinta dello stadio di Salerno incide molto: attaccare sotto la Sud è un vantaggio non di poco conto".
Un tifoso chiede se è vero che i giocatori non leggono giornali e pagelle: "Tutti credo lo facciano, ormai basta aprire internet dal cellulare per leggere tutto su tanti organi di informazione. Può capitare, soprattutto ai più giovani, di arrabbiarsi o demoralizzarsi per un voto basso in pagella, fa parte del gioco e dobbiamo farci l'abitudine". C'è chi dice che, dopo Benevento, la Salernitana avrà un calendario più semplice: "Non sono affatto d'accordo. Non esistono partite facili, soprattutto fuori casa talvolta è un'impresa conquistare anche un solo punto. Dopo Cesena ho letto tante critiche per il non gioco, in realtà credo che sia venuta fuori la compattezza del gruppo: si fa risultato quando non prendi gol, col Trapani è avvenuta la stessa cosa. Ora pensiamo al Benevento e cerchiamo di sfruttare la spinta dell'Arechi".
Gaetano Ferraiuolo